Tiepolo Giovanni Battista, Cacciatore con cervo
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1.718 - 1.730; olio su tela
cm. 262 x 146

Inventario: FCIP 0052
Esposizioni: 1996, Milano, s.n.; 1996, Venezia_New York, s.n.; 2014-2015, Milano, Gallerie d'Italia, n. 6; 2018, Da Tiepolo a Richter, l'Europa che dialoga , Bruxelles, Cinquantenarie Museum (24 maggio - 30 settembre), senza catalogo

La tela, insieme al Cacciatore a cavallo, faceva parte di un ciclo di dipinti raffiguranti le Storie di Zenobia, commissionato a Giovanni Battista Tiepolo dal nobile Alvise Zenobio per la sua dimora nella città lagunare, parere ormai condiviso dalla critica. È possibile che l’impresa venisse programmata in occasione delle nozze con la nobildonna veneziana Alba Grimani, avvenute nel 1718 e che l’opera abbia richiesto un tempo di realizzazione piuttosto lungo, che abbraccerebbe quasi un decennio. Da Venezia passarono alla Villa Grimani di Noventa Padovana; nel 1905 furono poste sul mercato antiquario e subirono nel corso del secolo diversi passaggi di proprietà, fino al definitivo acquisto da parte di Cariplo nel 1983.
Al ciclo, che riguarda le vicende di Zenobia, regina di Palmira sconfitta da Aureliano nel 272 d. C. appartenevano altre tele, l’Arringa ai soldati conservata alla National Gallery di Washington, la Sottomissione ad Aureliano del Prado e il Trionfo di Aureliano della Galleria Sabauda di Torino. La funzione delle tele di Fondazione Cariplo è incerta: alcuni studiosi ritengono che siano i lacerti di una quarta tela, di dimensioni analoghe alle tre rimanenti, che avrebbe rappresentato una Caccia di Zenobia. Altri sostengono invece che fossero i pannelli laterali dell’Arringa; di fatto questa ipotesi appare la più probabile, sia perché strutturalmente risultano assolutamente equilibrati e perfettamente conclusi, sia perché esiste una copia antica del Cacciatore a cavallo: questo testimonierebbe che l’originale dovesse apparire fin dal principio esattamente come oggi lo vediamo. Si tratterebbe quindi di due pannelli a scopo prettamente decorativo, pensati per occupare spazi di limitata larghezza, magari tra le finestre, come avveniva spesso per gli arazzi “entre fenêtre” per l’appunto. 
L’analisi stilistica porta a collocare le opere intorno al 1720: ciò confermerebbe l’ipotesi di una realizzazione del ciclo in occasione del matrimonio Zenobio – Grimani, evento assai prestigioso per il commitente che in questo modo consolidava la sua appartenenza alla nobiltà veneziana. Tra l’altro la famiglia Zenobio di origine greca, trapiantatasi prima nel Veronese, poi a Venezia, dove assurse al titolo nobiliare nel 1647, si era già distinta in campo mecenatistico: basti pensare che Luca Carlevarijs  fu “sponsorizzato” all’inizio della sua carriera degli Zenobio, tanto da conservare l’appellativo “Luca di Ca’ Zenobio”. 
Si tratta quindi della testimonianza relativa alla produzione giovanile di Tiepolo, tra la fine del secondo decennio e l’inizio del terzo: in ogni caso un termine certo ante quem è il 1732 – ma senza dubbio la realizzazione era stata ultimata ormai da qualche anno - quando i dipinti furono descritti da Vincenzo Da Canal nella biografia di Gregorio Lazzarini: proprio il maestro, che già aveva lavorato per gli Zenobio all’inizio del secolo, avrebbe raccomandato il promettente allievo. E l’impronta del Lazzarini si nota nel gusto per una tavolozza ricca di colore e definita da forti contrasti chiaroscurali; ma già nella libertà compositiva, nella leggerezza con la quale le figure sono definite, nella ricerca del movimento - che appare in tutta la sua evidenza nel cavaliere improvvisamente volto verso lo spettatore, mentre la testa del cavallo compie il medesimo gesto in senso opposto - si mostra in nuce la personalità di Tiepolo, che si affermerà definitivamente negli anni successivi.
Fondazione Cariplo annovera nella sua collezione un altro dipinto di Tiepolo, l’Incontro di Eleazaro e Rebecca al pozzo presumibilmente realizzato nel periodo giovanile.

 

Fonti:Archivio Banca Intesa Sanpaolo, cart 28, fasc. 620.

Bibliografia

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Diane De Grazia, Giambattista Tiepolo e la regina Zenobia, in “Cà de Sass”, n. 123, Cariplo, Milano, settembre 1993, pp. 2-7;
Massimo Gemin – Filippo Pedrocco, Giambattista Tiepolo. I dipinti. Opera completa, Arsenale, Venezia, 1993, pp. 236-237;
Stefano Zuffi, in Tesori d’arte delle banche lombarde, Associazione Bancaria Italiana, Milano, 1995, n. 357, p. 199;
Filippo Pedrocco, Giambattista Tiepolo: gli esord, in Giambattista Tiepolo 1696– 1996, catalogo della mostra, Venezia, Museo del Settecento veneziano – Ca’ Rezzonico, 6 settembre – 8 dicembre 1996, , New York, The Metropolitan Museum, 24 gennaio – 27 aprile 1997, Skira, Milano, 1996, pp. 53-54;
Andrea Spiriti, Cacciatore con cervo, in Maria Luisa Gatti Perer, a cura di, Le collezioni d’arte. Dal classico al Neoclassico, Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Milano, 1998, n. 151, p. 291, ill.;
Fernando Mazzocca, a cura di, Da Tiepolo a Carrà. I grandi temi della vita nelle collezioni delle Fondazioni, catalogo della mostra, Milano, Gallerie d'Italia, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI), 2014, n.6, pp. 40-41;
Marco Bona Castellotti, Breve itinerario tra le opere d'arte della Cariplo, in "La Ca' de Sass", numero speciale, Cariplo, Milano, s.d., pp. 12-14

Domenico Sedini
 
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