Feragutti Visconti Adolfo, Ricordati della mamma
FCIP 0082.jpg

1.896 - 1.904; olio su tela
cm. 154 x 116
firmato in basso a sinistra verso il centro: "A. Feragutti Visconti"
Inventario: FCIP 0082
Provenienza: 1993, Milano, Finarte
Esposizioni: 1904, Lugano, Teatro Apollo (senza catalogo), s. n.; 1999, Genova, n. 35; 2009, Pavia, n. 34

        

 

Nel 1887 Luigi Bianchi espone alla mostra nazionale di Venezia Addio agli emigranti, certamente visto da Feragutti, che alla stessa rassegna, poche sale più in là, presentava tre opere.
Il soggetto, di drammatica attualità, era stato affrontato in area francese e anglosassone già alla metà del secolo - ricordo almeno Les emigrants di Honoré Daumier, opera plastica di cui erano molto note le diverse versioni eseguite tra il 1848 e il 1851, e Ultimo sguardo all’Inghilterra di Ford Madox Brown, del 1853 - mentre nella produzione d’area italiana compare solo attorno al 1880, in significativa coincidenza cronologica con un progressivo, rapido aumento dell’emigrazione, sia dalle regioni italiane, sia dal Canton Ticino. Gli artisti traducono il disagio, la speranza, l’attesa legate al distacco dal proprio Paese in opere di forte impatto emotivo, tra le quali due delle più precoci sono Torna il babbo, eseguita nel 1883 da Egisto Ferroni, e Emigranti esposto a Brera nel 1885 da Amerino Cagnoni. Sulla descrizione di porti, moli e banchine dai quali partivano migliaia di emigranti indugeranno invece in tempi e con esiti diversi, con intenzione documentaria o illustrativa, Angiolo Tommasi, Raffaello Gambogi e Arnaldo Ferraguti in opere che condividono l’icasticità del titolo: Gli emigranti. Il tema della sosta e dell’attesa era inoltre già stato trattato anche in scultura dal bresciano Domenico Ghidoni che aveva proposto il gesso grande al vero di Emigranti alla prima triennale di Brera del 1891, dove ottenne il premio Tantardini. E ancora, per aggiungere un altro esempio, Madre di emigranti del milanese Alessandro Vanotti, si aggiudicò nel 1892 il premio del concorso di pittura braidense della Fondazione Canonica.
Feragutti si inserisce in questo importante tema iconografico della pittura di verismo sociale nel 1891, con Una partenza, presentata all’Esposizione artistica Svizzera di Lugano, riprendendo in seguito, più volte, lo stesso soggetto, fino all’opera considerata definitiva, esposta nel 1903 all’Esposizione internazionale di Venezia e oggi dispersa. La tela in Collezione è invece identificabile con una ulteriore redazione del soggetto, presentato alla mostra personale allestita al Teatro Apollo di Lugano nel 1904.
È difficile non leggere nella tormentata, sofferta, lunga gestazione dell’opera, ripercorribile nelle lettere inviate dall’artista ad un amico, una componente psicologica autobiografica: il piccolo emigrante che lascia la terra natale e l’affetto materno è lo stesso Feragutti, per tutta la vita inquieto, diviso tra due patrie.
Lo struggente addio materno a un piccolo e smarrito emigrante, consumato su un molo spoglio di ogni attrattiva aneddotica, è ripreso dal molo di Gandria, paese di emigranti sul lago di Lugano, da dove partivano per la prima tappa del loro viaggio uomini, donne e fanciulli del luogo e dei dintorni, diretti verso l’Italia, ma anche oltreoceano.

     

Fonti:Archivio Storico Intesa Sanpaolo, Patrimonio Cariplo, Opere d'arte. Atti d'acquisto ex Cariplo. Fald. 3/3, pratica n. 879 R/968

Bibliografia

Cose d'arte, in “Il Corriere del Ticino”, a. XIII, n. 243 , Lugano, 25 ottobre 1904, p. 2;
Dipinti del XIX secolo, Asta 852, Finarte, Milano, 1993, n. 70, pp. 58-59;
Tesori d'arte delle banche lombarde, Associazione Bancaria Italiana, Milano, 1995, p. 252, ill. n. 476;
Lucia Pini, Adolfo Feragutti Visconti, Ricordati della mamma, in Giovanna Ginex - Sergio Rebora, a cura di, Scoperta del Mare. Pittori lombardi in Liguria tra '800 e '900, catalogo della mostra, Genova, Palazzo Ducale, 9 luglio-24 ottobre 1999, Mazzotta, Milano, 1999, n. 35, p. 222, ill.;
Sergio Rebora, Adolfo Feragutti Visconti, Ricordati della mamma, in Sergio Rebora, a cura di, Le collezioni d’arte. L’Ottocento, Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Milano, 1999, n. 78, pp. 155-157, ill.;
Giovanni Anzani, Tra paesaggio e realtà urbana. Uno sguardo sulla pittura di fine Ottocento e primo Novecento a Milano e nel Canton Ticino, in Giovanni Anzani - Elisabetta Chiodini, a cura di, La pittura del vero tra Lombardia e Canton Ticino (1865-1910), catalogo della mostra, Rancate, Pinacoteca Cantonale Giovanni Zust, 21 settembre - 8 dicembre 2008, Silvano Editoriale, Cinisello Balsamo, 2008, p. 22.;
Elena Lissoni, Feragutti Visconti Adolfo, Ricordati della mamma, in http:/artgate-cariplo.it, 2009, (versione 2009);
Susanna Zatti - Lorenza Tonani , a cura di, Il bacio tra Romanticismo e Novecento, catalogo della mostra, Pavia, Scuderie del Castello Visconteo, 14 febbraio-2 giugno 2009, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo, 2009, ill. n. 34, p. 98;
Laura Casone, Ricordati della mamma, in Giovanna Ginex, Adolfo Feragutti Visconti. 1850-1924, Corner Banca, Skira, Milano, 2011, (in corso di stampa);
Annamaria Andreoli, Cosimo Damiano Fonseca, Elena Fontanella, a cura di , Mater. Percorsi simbolici sulla maternità, catalogo della mostra, Parma, Palazzo del Governatore, dall' 8 marzo - 28 giugno 2015, L'Erma di Bretschneider, Roma, 2015, riprodotto a p.335

Giovanna Ginex
 
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