Palizzi Giuseppe, Capre che brucano un cespuglio di rose
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1.870 - 1.875; olio su tela
cm. 66 x 54,7
Firmato in basso a destra: "Palizzi/ Paris". Sul verso, sul telaio, in alto a destra a inchiostro: “N. 40/ C’est […] [illeggibile]/ GP[…] [illeggibile]”
Inventario: AH01465AFC
Provenienza: Sotheby Parke Bernet, Firenze, 9 maggio 1984
Esposizioni: 2015, Caraglio (Cuneo) , n. 24

L’opera appartiene alla produzione più matura del pittore, da alcuni decenni trasferitosi da Napoli a Parigi dove partecipa alla vita artistica esponendo ai Salons dal 1845 al 1887. In Francia l’artista porta con sé l’esperienza della pittura dal vero praticata col fratello Filippo Palizzi nella campagna campana e abruzzese e la arricchisce grazie ai contatti con i pittori di Barbizon, come dimostra l’altro suo dipinto in Collezione, Bosco di Fontainebleau. La contaminazione delle due esperienze avviene anche grazie al fitto rapporto epistolare intrattenuto in questi anni col fratello, fatto di missive ma anche di disegni, fotografie e dipinti; in particolare, Giuseppe si avvale di frequente, per le opere di committenza francese, degli studi di animali eseguiti dal vero da Filippo. Ciò deve essere accaduto anche nell’esecuzione di questa opera che, dal numero presente a inchiostro sul verso, si può dedurre essere stata esposta in una galleria parigina. Il mercato francese accoglie infatti con successo e per lunga tradizione i soggetti animalier della pittura di genere e Palizzi vi trova ampio consenso, differenziandosi dall’esempio del fratello per un tono spesso ironico e giocoso delle sue scene campestri, tra le quali ricordiamo Le printemps  (1852, Parigi, Musée d’Orsay). Lo stesso accenno divertito si ritrova nell’opera in Collezione in cui due capre irrompono nel cortile di un’abitazione brucando una pianta di rosa e rovesciando alcuni vasi di fiori. Fedele e attenta è la resa pittorica dei due animali mentre più rapida e meno scrupolosa è la descrizione dell’ambientazione, dettata probabilmente dalle pressanti richieste del mercato che imponevano l’esecuzione in tempi rapidi di soggetti simili.

 

Fonti:Archivio Storico Intesa Sanpaolo, Patrimonio archivistico Cariplo, Opere d'arte. Atti d'acquisto ex Cariplo. Fald. 2/3, pratica n. 879 R/642

Bibliografia

Catalogo di disegni, stampe, dipinti antichi e del secolo XIX, Sotheby Parke Bernet, Firenze, 1984, n. 602, p. 83, ill.;
Tesori d'arte delle banche lombarde, Associazione Bancaria Italiana, Milano, 1995, p. 310, ill. n. 593;
Sergio Rebora, Giuseppe Palizzi, Capre che brucano un cespuglio di rose, in Sergio Rebora, a cura di, Le collezioni d’arte. L’Ottocento, Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Milano, 1999, n. 192, pp. 292-293, ill. p. 292;
Marina Corgnati, a cura di, Orti del Paradiso. Capolavori d'arte dal XV al XXI secolo, catalogo della mostra, Caraglio (Cuneo), Il Filatoio, 5 settembre - 8 dicembre 2015, Skira, Milano, 2015, n. 24, p. 78

Laura Casone
 
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