opere in mostra

Opere in mostra

 

Carlo Bossoli - Veduta del Lago di Varese

Carlo Bossoli   Veduta del Lago di Varese
Carlo Bossoli Veduta del Lago di Varese

CARLO BOSSOLI

(Lugano, 1815 - Torino, 1884)
 

Veduta del lago di Varese, 1845-1853 circa
tempera su carta, 28,5 x 95 cm fi rmato in basso a destra: “C. Bossoli” Varese, Musei Civici, inv. 195Bibliografia: Esposizione dei grandi e piccoli concorsi 1850, p. 34, n. 268; Peyrot 1974, II, p. 744, n. 1902, e pp. 780-781, n. 1902; P. Biscottini, in Il giardino dipinto 1995, pp. 94-95, ill. 63- 64, p. 147, nn. 63-64; P. Plebani, in Musei Civici 2014, pp. 115-116.

La tempera è giunta ai Musei Civici di Varese nel 1977 attraverso il lascito del notaio Giuseppe Bonazzola (AMCVa, Donazioni, Bonazzola) e studiata da Paolo Plebani nel catalogo generale del Museo Civico (Musei Civici 2014, pp. 115-116). A differenza delle quattro vedute di Bossoli raffi guranti i giardini di villa Litta a Lainate (invv. 172-173, 204-205), a loro volta pervenute alla Municipalità attraverso il notaio varesino, per questo dipinto non è provata documentariamente la provenienza dalla collezione di Henry Prior e quindi, in origine, da casa Litta. Tuttavia, la coerenza e la qualità del legato Bonazzola inducono a pensare che alcune tra le opere del dono condividano una medesima storia collezionistica. Nata, come committenza, in casa Litta, anche questa veduta del lago di Varese passò attraverso Isolina Prior, che aveva sposato nel 1855 dopo una lunga e contrastata convivenza il duca Antonio Litta Visconti Arese, alla famiglia Prior e quindi a Henry. Va rammentato a questo proposito, anche per delineare il contesto in cui, con buona probabilità, è da interpretare l’incarico a Bossoli da parte dei Litta per un soggetto del genere, quanto fosse radicata la presenza della famiglia a Varese. Protagonista, come del resto il fratello Giulio, del Risorgimento italiano, Antonio Litta era alla metà dell’Ottocento il proprietario dell’attuale villa Menafoglio Litta Panza di Biumo, edifi cata un secolo prima per volontà del marchese Paolo Antonio Menafoglio e ampliata in epoca neoclassica dall’architetto Luigi Canonica, su incarico del duca Pompeo Litta Visconti Arese, padre, appunto, di Antonio e Giulio. Lo scorcio del lago di Varese raffi gurato nel dipinto non è tuttavia preso da quella che, attualmente, è la villa Panza, ma da una località posta più a sud; ed è in questo senso non lontano da quello immortalato in una delle due note tempere di Bossoli conservate alla Gazzada (Il giardino di villa Cagnola prospiciente la facciata e Il giardino di villa Cagnola visto dal retro; P. Biscottini, in Il giardino dipinto 1995, pp. 94-95, ill. 63- 64, p. 147, nn. 63-64). La cronologia del dipinto conservato al castello di Masnago non è invece accertabile con sicurezza. La provenienza Litta di quest’ultima e la data 1852 che si legge sui quattro guazzi raffi guranti i giardini di Lainate sembrerebbero suggerire una cronologia più alta, negli anni, tra il 1845 e il 1853, in cui Bossoli fi ssò la sua residenza a Milano. A conferma, si può osservare che l’unica altra traccia, oltre ai dipinti della Gazzada, di soggetti varesini all’interno del catalogo di Bossoli è la “Veduta nelle vicinanze di Varese di proprietà del signor Giacomo Panizzardi”, ora di ubicazione sconosciuta, esposta a Brera nel 1850 (Esposizione dei grandi e piccoli concorsi 1850, p. 34, n. 268). A questo momento del percorso di Bossoli pare ricondurre anche la liquida esecuzione, effi cace nel rendere l’ampio e dilatato scorcio di paesaggio, delineando con pochi tratti decisi e sicuri il terreno, gli alberi e le fi gure in primo piano e abbassando gradatamente i toni per restituire l’effetto dell’atmosfera nello sfondo. Alla tempera in esame, infi ne, sembra potersi collegare un disegno a matita di collezione privata che, privo di riferimenti cronologici, è stato inserito da Ada Peyrot tra le opere d’incerta datazione (Peyrot 1974, II, p. 744, n. 1902, e pp. 780-781, n. 1902).

Cristina Pesaro

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