opere in mostra

Opere in mostra

 

Carlo Gerosa - Ritratto della famiglia Tallachini

Carlo Gerosa   La famiglia Tallachini a Casciago
Carlo Gerosa La famiglia Tallachini a Casciago

CARLO GEROSA

(Canzo, Lecco, 1805-1878)
 

Ritratto della famiglia Tallachini, 1847 circa
olio su tela, 105 x 130 cm collezione privata Esposizioni: 847, Milano, Esposizione delle opere di Belle Arti, n. 90.Bibliografia: Bibliografi a: Esposizione delle opere di Belle Arti 1847, pp. 15-16, n. 90.

Il dipinto, ancora racchiuso nella sua bella cornice originale intagliata e dorata, è identifi cabile nell’opera che Carlo Gerosa presentò nel 1847 alla Esposizione di Belle Arti dell’Accademia di Brera insieme ad altri sette dipinti a olio e a pastello. Indicata nel catalogo della rassegna come Quadro rappresentante ritratti di famiglia, di commissione, la tela era affi ancata da un Ritratto d’uomo oggi non rintracciato, di cui risultava committente Angelo Tallachini (Casciago, 1808 - Milano, 1878), fi glio dell’avvocato Giuseppe (Casciago, 1777-1855), a sua volta uno dei fratelli Tallachini che, guidati dal primogenito Antonio (Casciago?, 1772 - Venezia, 1869), seppero dare vita a un impero industriale distribuito tra le fi lande di seta, le proprietà terriere, la costruzione di strade e ponti e, soprattutto, i redditizi appalti delle strade ferrate.

Di ardua lettura sia dal punto di vista della identifi cazione dei membri di questa ramifi catissima famiglia effi giati, sia da quello della circostanza evocata, il dipinto illustra in maniera straordinariamente effi cace consuetudini, attitudini, abbigliamenti e modi della quotidianità di una famiglia alto-borghese di metà Ottocento: un unicum per l’area varesina.

Al centro, abbigliata a lutto, parrebbe riconoscibile Maria Ossola (Cugnolo sopra Comerio, 1790 - Casciago, 1854), vedova di Luigi Tallachini (Casciago, 1782-1833), al quale era stata a suo tempo affi data la gestione della fi landa di famiglia, ben visibile, quest’ultima, in alto a sinistra, soprastante il paese di Casciago e sullo sfondo del Sacro Monte di Varese. In atto di mostrare il ritrattino di una giovane donna (forse la defunta fi glia Giovanna), Maria potrebbe essere affi ancata alla sua destra dalla cognata Luigia Pascal (Chambéry, 1790 - Milano, 1855), moglie dell’ingegnere Giovanni Battista Tallachini (Casciago, 1785 - Milano, 1856), allora considerata celebre arpista. Insieme alla sorella Ernestina, moglie dell’industriale serico Pietro Gavazzi, secondo una leggenda Luigia sarebbe stata fi glia naturale di Eugène di Beauharnais, viceré del Regno d’Italia. Nel giovane seduto in primo piano e recante una lepre saranno invece verosimilmente identifi cabili le sembianze di Gaetano (Casciago, 1826 - Faé di Longarone, 1891), fi glio di Luigi e Maria, appassionato cacciatore, patriota e “consigliere segreto” di Garibaldi. Formatosi all’Accademia di Brera e presso la scuola di Pelagio Palagi, Carlo Gerosa, divenne amico intimo di Tommaso Grossi, Luigi Rossari e Stefano Stampa, e frequentatore del clan familiare di Alessandro Manzoni, di cui fu ritrattista uffi ciale. Nei suoi molteplici ritratti di commissione – cui si alternavano composizioni di soggetto sacro a olio e ad affresco destinate a edifi ci di culto – Gerosa attuava una mediazione tra il nobile naturalismo hayeziano, costantemente irrobustito da riferimenti classici, e il tratto sofi sticato di Molteni. L’ascesa dell’aggiornato Eliseo Sala ne cagionò l’avvio dell’abbandono da parte della committenza, accentuatosi dopo l’unità nazionale con l’entrata in scena di altri protagonisti del ritratto, quali Giuseppe Bertini ed Eleuterio Pagliano.

Sergio Rebora

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