opere in mostra

Opere in mostra

 

Daniele Ranzoni - Ritratto di Margherita Villa bambina

Daniele Ranzoni   Ritratto di Margherita Villa bambina
Daniele Ranzoni Ritratto di Margherita Villa bambina

DANIELE RANZONI

(Intra, Verbano-Cusio-Ossola, 1843-1889)
 

Ritratto di Margherita Villa bambina, 1872-1873 circa
olio su tela, 48,5 x 38,5 cm cartellino dietro il quadro: “SOCIETÀ PER BELLE ARTI ED ESPOSIZIONE PERMANENTE / ENTE MORALE / Palazzo Sociale: via Filippo Turati, 34 - Milano / Mostra della scapigliatura / Maggio-Giugno 1966 / Titolo ‘Ritratto di Rita VILLA’ / Autore Daniele RANZONI / Proprietario Prof. Luigi Villa”; dietro la cornice scritta a matita: “C [?] 39” Varese, Musei Civici, inv. 609 Esposizioni: 1966, Milano, Mostra della
Esposizioni: 1966, Milano, Mostra della Scapigliatura, n. 35; 1995, Varese, La donazione Villa; 2006, Rancate, Il segno della Scapigliatura, n. 27.
Bibliografia: Carrà 1924, p. n.n.; Giolli 1926, p. 103; Villa 1955, pp. 16-17; Mostra della Scapigliatura 1966, p. 52, ill. 35; La donazione Villa 1995, pp. 22, 57; Quinsac 1997, p. 111, n. 130; L. Pini, in Il segno della Scapigliatura 2006, pp. 146-147, n. 27; A. Bernardini, in Gatti Perer 2011, II, p. 345; S. Rebora, in Musei Civici 2014, pp. 166-167.

Carlo Villa ebbe modo di frequentare molti esponenti del milieu scapigliato ambrosiano. Faceva parte di esso Daniele Ranzoni, che negli anni milanesi partecipò alle rassegne di Brera, insieme a Cremona e Grandi. Su questo sfondo, dovette prendere forma l’esecuzione della coppia di ritratti a pendant dei due fi gli nati dal primo matrimonio di Carlo Villa, Margherita e Luigi. Dato il tono uffi ciale, si può supporre che si sia trattato di una commissione, più che di un dono. Il pendant ranzoniano, studiato da Sergio Rebora nel catalogo generale del Museo Civico (Musei Civici 2014, pp. 166-167), sembra collocarsi cronologicamente quando Margherita, nata in Milano il 31 marzo 1866, poteva avere tra i sei e i sette anni di età e il fratello uno di meno. Ben al di là dal limitarsi a immortalare nella tela le sembianze della bimba, attraverso una tempesta di cromie madreperlacee soffuse e vibranti, un Ranzoni in stato di grazia dà vita a un penetrante esempio di ritratto psicologico infantile. Rientrato nel 1873 nella sua Intra, sul Lago Maggiore, l’artista entrò a far parte per quattro anni dello stimolante e cosmopolita entourage di villa Ada a Ghiffa, in qualità di insegnante di pittura dei piccoli Paolo e Piero Troubetzkoy, immortalati con Luigi e il cane di casa in una grande composizione oggi alla Galleria d’Arte Moderna di Milano, da considerare senz’altro tra i vertici della pittura ranzoniana. E in seguito, ospite di Luigi Pedrazzini a Loggio Valsolda, tra il 1875 e il 1876 ritrasse i bambini Ettore e Aristide Nicò, pupilli ed eredi del collezionista e mecenate. La conoscenza del dipinto sembra doversi a Carlo Carrà, seguito da Raffaello Giolli, che lo resero noto negli anni venti; l’opera fu esposta al pubblico solamente nel 1966, nella rassegna della Scapigliatura presso la Società Permanente di Milano. È infatti erronea l’identifi cazione proposta da Quinsac nel “Ritratto a olio” esposto alla retrospettiva di Ranzoni del 1890 indicato di proprietà di Maria Cabiati Villa, che era sì in possesso di opere dell’artista intrese, ma non aveva alcun vincolo di parentela con la famiglia di Carlo Villa, proprietario del ritratto in questione. Inoltre, al contrario di quanto affermato (Quinsac 1997, p. 111, n. 130), la seconda moglie di Villa non era Maria Cabiati della quale è stata individuata la corretta identità (C. Migliavacca, in Trasparenze 2011, p. 196, n. 58), bensì Mirte Elli (Milano, 1831-1911), fi glia di Giuseppe Elli e di Maria Mantegazza.

Cristina Pesaro

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