opere in mostra

Opere in mostra

 

Emilio Longoni - Morena e lago alpino

Emilio Longoni   Morena e lago alpino
Emilio Longoni Morena e lago alpino

EMILIO LONGONI

(Barlassina, Monza-Brianza, 1859 - Milano, 1932)
 

Morena e lago alpino, 1904-1905 circa
olio su tela fi ssata su cartoncino, 35 x 44 cm fi rmato due volte in basso a destra: “Emilio Longoni / Emilio Longoni” Varese, Musei Civici, inv. 5 Bibliografia: Ginex 1995, p. 264, n. 302; P. Plebani, in Musei Civici 2014, pp. 257-258.

Il dipinto è giunto nelle raccolte dei Musei Civici nel 1965 attraverso il legato di Amelia Bolchini De Grandi (AMCVa, Donazioni, Bolchini De Grandi) ed è stato studiato da Paolo Plebani nel catalogo generale del Museo (Musei Civici 2014, pp. 257-258). In precedenza la tela si trovava nella collezione Bolchini. Emilio Longoni fu tra i principali protagonisti del Divisionismo italiano, sviluppando una ricerca personale nella quale confl uirono, soprattutto in un primo tempo, i temi della denuncia sociale e della pittura simbolista, ma che, a partire dai primi anni del Novecento e fi no agli ultimi giorni, fu largamente caratterizzata da una orgogliosa e per certi versi solitaria meditazione sui temi del paesaggio d’alta montagna (sul pittore in generale Ginex 1995 e 2002; Emilio Longoni 2009). L’opera dei Musei varesini appartiene a questo specifi co ambito della produzione dell’artista e si presenta in buono stato di conservazione, tanto da essere ben leggibile nelle sue sensibilissime modulazioni tonali, rese attraverso un uso differenziato della tecnica della divisione del colore: pennellate fi lamentose per la superfi cie leggermente increspata del lago, una materia densa e pastosa per la morena, brevi tocchi di colore per le montagne sullo sfondo che, velate dalla foschia, quasi si confondono con il cielo. Il dipinto è registrato nel catalogo generale dell’opera di Longoni messo a punto da Giovanna Ginex (1995, p. 264, n. 302). La studiosa, inserendo la tela nel folto gruppo di vedute alpine realizzate durante i numerosi soggiorni in Engadina e Valtellina, e in particolare sui massicci del Bernina e del Disgrazia, ne ha suggerito una corretta datazione agli anni tra il 1904 e il 1905. Uno studio preparatorio per l’opera in esame si può considerare un altro dipinto di collezione privata pubblicato dalla studiosa (ivi, n. 301), ma sono soprattutto i confronti con i lavori dei primi anni del Novecento che consentono di confermare la cronologia proposta per la tela del castello di Masnago: l’impostazione “panoramica”, per “fasce orizzontali” di quest’ultimo dipinto, con il lago in primo piano, la morena e le montagne ancora innevate sullo sfondo, non solo è tipica delle opere di Longoni, ma richiama ad esempio lo schema compositivo di un quadro come Accordi azzurri (collezione privata; Mostra di Emilio Longoni 1982, p. 71, n. 58, tav. IX) o quello di un lavoro come il Lago bianco, datato 1905 (Milano, collezione privata; Ginex 1995, p. 266, n. 307) e gelosamente custodito in origine nella collezione di Ferruccio Bolchini.

Cristina Pesaro

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