opere in mostra

Opere in mostra

 

Ettore Zaccari - Scrigno a bauletto

Ettore Zaccari   Scrigno a bauletto
Ettore Zaccari Scrigno a bauletto

ETTORE ZACCARI

(Cesena, 1877 - Milano, 1922)
 

Scrigno a bauletto, 1922-1925
legno di noce intagliato e parzialmente dorato, 95 x 81 x 41 cm Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, inv. 1672, Collezione Guido Rossi
Esposizioni: 1925, Monza, II Biennale d’Arte Decorativa, n. 100; 2016, Monza, Il design prima del design, s.n.
Bibliografia: Marangoni 1925, tavv. 51-52; Papini 1925, pp. 148, 158; Seconda Mostra Internazionale […] catalogo 1925, p. 151; Seconda Mostra internazionale […] opere scelte 1925, pp. 6-7; De Grada 2000, p. 250; Il design prima del design 2016, pp. 10-11, 16.

Questo elegante scrigno-bauletto, intagliato e parzialmente dorato, fa parte dell’arredo della camera da letto dell’industriale tessile Guido Rossi, realizzata dalla bottega dell’ebanista e intagliatore Ettore Zaccari e presentata in occasione della seconda Biennale d’Arte Decorativa di Monza nel 1925, quando il maestro era già morto da tre anni.
Ettore Zaccari si era formato presso i corsi di arte applicata dell’Accademia di Brera e presso la Scuola di Arti Applicate del Castello Sforzesco, diretta da Luigi Cavenaghi. Aprì una bottega a Milano, in via Pisacane, specializzandosi nell’esecuzione di elaborate cornici che mescolavano elementi eclettici e liberty rielaborati in chiave Art and Crafts. Con questo stesso stile Zaccari realizzò complementi d’arredo. Dopo la sua morte prematura nel 1922, la bottega continuò a utilizzare lo stesso repertorio decorativo. Diretta da Mario Magnoni, si presentò alle due prime edizioni della Biennale di Arti Decorative di Monza, nel 1923 e nel 1925, distinguendosi per la fi nezza degli intagli di questa camera da letto, così descritta da Roberto Papini: “Troviamo di nuovo a Monza quest’anno un intero ambiente dei mobili della bottega di Ettore Zaccari; è una severa e imponente camera da letto in cui gli eredi dello Zaccari profi ttano con molta nobiltà degli insegnamenti del maestro scomparso. Nulla ho da aggiungere o da togliere alle lodi che due anni or sono ne scrissi su questa rivista” (Papini 1925, p. 158).
La camera è composta da numerosi e sofi sticati complementi d’arredo da un letto con un’imponente testata completamente intagliata, due comodini a incasso, con ribalta, corredati da due armadietti soprastanti. Completano l’arredo due scrigni a bauletto, due porte di foggia diversifi cata, uno stipo a incasso e una grande lampada intagliata. L’arredo è integrato da due sculture lignee raffi guranti due personaggi femminili opera di Giannino Castiglioni. Come di consuetudine per gli arredi di Zaccari, l’essenza scelta è quella del noce, che con i suoi toni scuri conferisce agli arredi una notevole pesantezza, alleggerita, nel caso degli scrigni, dalla parziale doratura. I motivi a intaglio ricorrono in tutti gli arredi, conferendo alla camera una sostanziale uniformità stilistica: decori fl oreali e geometrici che si avviluppano e creano sequenze di grande eleganza.
Guido Rossi, che probabilmente acquistò la camera dopo l’esposizione monzese, era già da tempo cliente della bottega di Ettore Zaccari, avendovi fatto realizzare cornici e cavalletti per i dipinti e basamenti per le sculture della sua collezione almeno dal 1919. Nella collezione confl uita al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica si ritrovano altri arredi con lo stesso stile (un tavolino, due sedie, altre porte, copricaloriferi) che non sono documentati nelle fotografi e della camera da letto così come venne esposta alla Biennale monzese del 1925. Si contano in totale 49 opere di Zaccari tra complementi d’arredo, basamenti, cornici e cavalletti: un nucleo di tutto rispetto considerando la relativa poca conoscenza dell’attività e delle opere dell’ebanista e intagliatore che ancora oggi si ha.

Claudio Giorgione

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