opere in mostra

Opere in mostra

 

Eugenio Pellini - Madre con Bambino o Primi passi

Eugenio Pellini   Madre con Bambino o Primi passi
Eugenio Pellini Madre con Bambino o Primi passi

EUGENIO PELLINI

(Marchirolo, Varese, 1864 - Milano, 1934)
 

Madre con bambino o Primi passi, 1895-1900 circa
marmo, 37 x 23 x 21 cm Varese, Musei Civici, inv. 27 Esposizioni: 2010, Varese, 90 anni di storia e attualità. Bibliografia: D. Cassinelli, C. Pesaro, in 90 anni di storia e attualità 2010, p. 20; C. Migliavacca, in Musei Civici 2014, p. 280.

Giunta nelle collezioni civiche in seguito alla donazione disposta da Amelia Bolchini De Grandi il 22 giugno 1965, l’opera, studiata da Carlo Migliavacca nel catalogo generale del Museo Civico (Musei Civici 2014, p. 280), è una delle numerose testimonianze presenti dello stretto rapporto che ha legato la famiglia Bolchini allo scultore originario di Marchirolo. La documentazione ancora esistente a Milano nell’Archivio dello Studio Pellini permette di ricostruire una parte signifi cativa di questa relazione, ponendo in evidenza come la stima e l’amicizia della nota famiglia varesina verso l’artista risalissero almeno agli ultimi anni del XIX secolo, quando Eugenio Pellini chiuse temporaneamente lo studio milanese per rifugiarsi nel più accogliente contesto varesino (1897-1901). Sorretto anche da ragioni di carattere politico (la condivisione dell’idea democratica e repubblicana), il legame si espresse pubblicamente nella realizzazione del monumento funebre della famiglia nel cimitero di Giubiano (1901) e della targa commemorativa di Giuseppe Bolchini nel porticato di Palazzo Estense (1904), ma ebbe un ben più ampio orizzonte privato nell’esecuzione del busto-ritratto dello stesso Bolchini, a uso della memoria dei discendenti (inv. 28), nei frequenti acquisti da parte della famiglia di piccole opere e nella loro promozione presso amici e parenti. I registri in cui lo scultore annotava vendite, commissioni e rapporti con i fonditori riportano spesso riferimenti ai fi gli di Giuseppe Bolchini, al primogenito Ferruccio in particolare, ma anche a Isola, ad Alando e al marito di Amelia (la donatrice dell’opera) Luigi De Grandi. L’opera, di cui lo Studio Pellini di Milano conserva il gesso e un esemplare in bronzo, descrive con affetto e partecipazione un episodio di vita in famiglia, l’accudimento di una giovane madre nei confronti del proprio bimbo, impegnato nei suoi primi passi e distratto dal desiderio di raccogliere da terra un oggetto. Il soggetto trova con coerenza posto tra le prime, convincenti sculture di Eugenio Pellini, eseguite dopo la fi ne degli studi all’Accademia di Brera a Milano (1883-1890) e ispirate dal contesto rurale del borgo di origine, La Montanina, Ritorno dalla montagna (gessi a Milano, Studio Pellini), trascrizioni in minore, secondo la concisa poetica del giovane artista, dell’attenzione al mondo dell’infanzia sviluppata dalla cultura scapigliata. Nello studio milanese dello scultore si conserva un taccuino di disegni, databile ai primi anni novanta del XIX secolo, in cui la scena è abbozzata con un tratto molto rapido che fa pensare a una presa diretta dal vero; alla base del foglio, l’annotazione “primi passi” suggerisce un possibile titolo per la scultura. Alcuni tra gli schizzi del taccuino sono riferibili al paese natale di Marchirolo, alle pendici delle Prealpi varesine, e ai famigliari dell’artista, in particolare ai giovanissimi fi gli del fratello maggiore Oreste (1852-1943). Protagonisti della scena potrebbero quindi essere la cognata Rosa Bossi e il nipotino Ferruccio Pellini, nato nel 1890. La documentazione disponibile non riporta alcun cenno relativo al piccolo marmo della collezione Bolchini De Grandi e non è dunque possibile chiarire le circostanze del suo acquisto, avvenuto presumibilmente nel periodo di maggiore frequentazione del contesto cittadino da parte dello scultore, tra gli ultimi anni del XIX secolo e i primi del successivo.

Cristina Pesaro

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