opere in mostra

Opere in mostra

 

Fausto Locatelli - Ninì, Testa di ragazza

Fausto Locatelli   Ninì, Testa di ragazza
Fausto Locatelli Ninì, Testa di ragazza

FAUSTO LOCATELLI

(Lodi, 1914-1945)
 

Ninì, Testa di ragazza, 1938
bronzo, 30 x 24 x 24 cm (senza piedistallo) fi rmato lateralmente a destra: “F. LOCATELLI” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. FCIP 0024
Esposizioni: 1938-1939, Milano, Pensionato di scultura Cassa di Risparmio di Milano; 2007, Lodi, Ottocento Novecento, n. 96.
Bibliografia: Mostre Milanesi 1939, p. 4; Pensionato di scultura 1939, p. 2; S. Fontana, in Le collezioni d’arte. Il Novecento 2000, pp. 183-185, n. 165, ill.; S. Fontana, in Ottocento Novecento 2007, p. 202, n. 96, tav. p. 175.

L’opera fu acquistata dalla Cassa di Risparmio il 4 maggio 1939, in occasione del Pensionato artistico di scultura promosso dall’istituto bancario, insieme con Testa di bambina di Achille Barbaro e Mia madre di Bassano Vaccarini. Le opere dei sei giovani artisti partecipanti al concorso, oltre ad altri disegni e alcune sculture, furono esposte in una mostra allestita nel salone napoleonico dell’Accademia di Brera nel dicembre dell’anno precedente. La commissione giudicatrice, presieduta da Francesco Messina, invece di proclamare un solo vincitore, propose di suddividere il premio tra i sei concorrenti (Achille Barbaro, Remo Brioschi, Narciso Cassini, Fausto Locatelli, Gualberto Rocchi, Bassano Vaccarini), quindi la Cassa di Risparmio deliberò di acquistare da ciascuno di essi un’opera “da gettarsi in bronzo”.
Il gesso originale dal quale è stata tratta la scultura è pubblicato, con il titolo Testa di ragazza, nel volume L’Accademia di Belle Arti a Milano, curato da Eva Tea nel 1941, ed è stato rintracciato da Sara Fontana presso gli eredi dell’artista. L’opera è stata eseguita contemporaneamente alla scultura monumentale Il Legionario, con la quale Locatelli si era aggiudicato il Premio Tartardini nel dicembre del 1938.
Allievo di Francesco Messina, nel corso della sua breve carriera lo scultore elaborò un cospicuo numero di teste in bronzo, cera, marmo e terracotta, inizialmente sperimentando un linguaggio legato ai modelli classici e del Trecento toscano. All’interno di questo repertorio si inserisce anche l’opera in Collezione, contraddistinta da un’espressione nobile e solenne e da un modellato liscio e impeccabile, che coniuga la verosimiglianza nella resa dei lineamenti con l’idealizzazione del personaggio.
All’inizio degli anni quaranta l’artista prosegue la sua personale ricerca dedicandosi all’esecuzione di ritratti, soggetti sacri e nudi femminili – come ad esempio Andreina (Lodi, Museo Civico), Pomona (Milano, Accademia di Belle Arti di Brera) e Nudo di donna seduta – nei quali adotta una modellazione sempre più fl uida e volumi ampi e morbidi.

Elena Lissoni

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