opere in mostra

Opere in mostra

 

Francesco Hayez - Tamar di Giuda

Francesco Hayez   Tamar di Giuda
Francesco Hayez Tamar di Giuda

FRANCESCO HAYEZ

Venezia, 1791 - Milano, 1882)
 

Tamar di Giuda, 1847
olio su tela, 112 x 84,5 cm Varese, Musei Civici, inv. 112
Esposizioni: 1983-1984, Milano, Hayez; 1998-1999, Padova, Hayez dal mito al bacio; 2005-2006, Genova, Romantici e Macchiaioli; 2011, Barletta, Incanti e scoperte. L’Oriente nella pittura dell’Ottocento italiano; 2015-2016, Milano, Francesco Hayez; 2019, Forlì, Ottocento, n. 3.
Bibliografia: F. Ambrosoli, in “Album” 1847, pp. 83-90; Wurzbach 1862, p. 152; Elenco ms. s.d., I, Quadri storici ed allegorici, n. 83 (Biblioteca Nazionale Braidense, Milano, Fondo Hayez); Memorie ms., II, pp. 52, 83 (Biblioteca e Archivio dell’Accademia di Brera, Milano; ora in Hayez ed. 1995, pp. 174-175); Hayez 1890, p. 276; Nicodemi 1962, I, p. 72; L. Caramel, in Hayez 1983, pp. 234-235; Mazzocca 1994, p. 295; F. Mazzocca, in Hayez 1998, pp. 162-163; Bietoletti, Dantini 2002, pp. 20-21; A. Villari, in Romantici e Macchiaioli 2005, p. 256; A. Imbellone, in Incanti e scoperte 2011, p. 218; F. Mazzocca, in Musei Civici 2014, pp. 143-145; E. Lissoni, in Ottocento 2019, pp. 319-320.

Proveniente dalla raccolta di Chang Sai Vita, industriale del tessile di origini ebraico-cinesi che si trasferì a Varese, abitando a villa Diamante, ai piedi del colle dei Miogni, oggi distrutta, e che tra 1960 e 1964 permise, unitamente alla moglie Adele Pesaro, la costruzione della prima cupola dell’Osservatorio Astronomico del Campo dei Fiori, il dipinto venne donato nel 1971 ai Musei Civici di Varese. L’attribuzione a Hayez, allora indicata in maniera dubitativa, ha trovato assoluta conferma in occasione della mostra milanese dedicata al pittore nel 1983, quando l’opera fu studiata per la prima volta da Fernando Mazzocca, che ritornò sulla tela in diverse occasioni, fi no a portarla alla grande retrospettiva sull’Ottocento italiano che si è tenuta a Forlì nel 2019 (Ottocento, pp. 319-320, n. 3) e a dare il suo contributo nel catalogo generale del Museo Civico (Musei Civici 2014, pp. 143-145).
Prima di entrare nella collezione Vita la tela era conservata in un’altra raccolta varesina, quella di Gaetano Taccioli di villa Mirabello. Mazzocca, nel catalogo generale della collezione dei Musei Civici di Varese, illustra come Taccioli, fratello di Enrico e Luigi, anch’essi collezionisti di Hayez di cui avevano acquisito importanti dipinti storici, possedesse la Rebecca del 1831, Un pensiero malinconico del 1842 (seconda versione della Malinconia oggi a Brera realizzata per il marchese Filippo Ala Ponzone) e Tamar.
Nel racconto biblico Tamar sposò i primi due fi gli di Giuda, Er e Onan; dopo la morte di questi, per la legge del levirato, Giuda avrebbe dovuto dare in moglie Tamar al terzo fi glio Sela, allora troppo giovane, per cui, nell’attesa, Tamar fu restituita ai genitori. Convinto che la causa della morte dei fi gli fosse stata Tamar, Giuda fi nse di dimenticarsi della nuora. Questa allora si avvalse di uno stratagemma, per cui si travestì da prostituta e, senza essere riconosciuta in quanto aveva il volto velato, sedusse Giuda, il quale le promise un capretto del suo gregge, lasciandole in pegno il suo sigillo, il cordone e il bastone. Allora Giuda condannò la nuora al rogo. Ma Tamar gli inviò gli oggetti che le aveva lasciato: Giuda riconobbe la sua colpa, di non aver dato il suo terzo fi glio in sposo a Tamar, che partorì i gemelli Perez e Zerach.
Hayez in questa tela si concentra sul fascino della fi - gura isolata, ove il ricordo della drammatica vicenda è affi dato alla presenza dei due attributi di Giuda, il bastone e l’anello col sigillo che Tamar regge con la mano sinistra, mentre con l’altra sembra nascondersi col mantello.

Cristina Pesaro

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