opere in mostra

Opere in mostra

 

Francesco Lojacono - Marina; Veduta di Palermo

Francesco Lojacono   Marina; Veduta di Palermo
Francesco Lojacono Marina; Veduta di Palermo

LOJACONO FRANCESCO

(Palermo, 1838-1915)
 

Marina; Veduta di Palermo, 1880-1890
olio su tela, 60 x 100 cm fi rmato in basso a sinistra: “F. Lojacono” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AH02042AFC
Bibliografia: Galleria Giosi 1967, n. 42, p. 8, ill. p. 42 (Marina).

Nel 1967 il dipinto fi gurava nel catalogo di vendita della Galleria Giosi di Napoli con il titolo generico Marina; transitato in una collezione privata, è giunto nella Collezione dell’Istituto Bancario Italiano (IBI) nel 1989. Nell’archivio di Fondazione Cariplo si conserva una fotografi a dell’opera, che reca al verso l’autentica redatta da Piero Dini.
L’ampia veduta panoramica, immersa in una luce mediterranea nitida e diffusa, inquadra uno scorcio del golfo di Palermo, ripreso nei pressi della foce del fi ume Oreno: la catena dei monti che si dispiega da capo Zafferano, al monte Catalfano, fi no al litorale di Aspra, fa da sfondo alla distesa del mare di un azzurro intenso e alla spiaggia dorata. In un gioco di rifl essi, nubi leggere si specchiano nelle acque stagnanti della pozza salina in primo piano, dove due giovani sono intenti a pescare. L’opera si inserisce in un ricco repertorio di marine caratterizzate da una luminosità abbagliante, da una materia levigata e lucente e da una resa analitica del paesaggio, che procurarono all’artista l’appellativo di “ladro del sole”. Nella produzione matura il gesto pittorico di Lojacono, tuttavia, diviene più sintetico e sommario, come si osserva in Pescatori di ostriche del 1878 (Collezione storico artistica Giuseppe Sinatra), Marina con pescatori (collezione privata) e Marina (Palermo, Fondazione del Banco di Sicilia). A quest’ultima è accostabile l’opera in Collezione sia per il soggetto rappresentato, sia per le stringenti analogie nella condotta pittorica ricca e pastosa, a tratti bozzettistica, in alcuni casi dettata dai tempi rapidi d’esecuzione richiesti dal mercato. A questo genere, infatti, è legato il successo commerciale dell’artista presso i nuovi ricchi collezionisti, imprenditori come Ignazio Florio che collocava le sue opere nel salone del lussuoso yacht Sultana.
Nel 1886, con il dipinto monumentale Dopo la pioggia, Lojacono avvia una nuova interpretazione in chiave intimista del paesaggio siciliano, in una serie di vedute percorse da un’atmosfera misteriosa e inquieta, come Nelumbium (1897, collezione privata) e Le paludi in Collezione Fondazione Cariplo.

Elena Lissoni

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