opere in mostra

Opere in mostra

 

Giacomo Balla - Bambina con fiori

Giacomo Balla   Bambina con fiori
Giacomo Balla Bambina con fiori

GIACOMO BALLA

(Torino, 1871 - Roma, 1958)
 

Bambina con fiori, 1902 (?)
olio su tela, 91 x 72 cm fi rmato in basso a sinistra: “BALLA”; sul retro “n. 300” e a penna sulla stessa linea: “Via|Partenone|3|Napoli| R. Forster”; in basso “Cornici A. Rizzi|Firenze|cornici mobili d’arte|Via Panzani 3” Varese, Musei Civici, inv. 20 Esposizioni: (?) 1902, Roma, Società Amatori e Cultori di Roma, LXXIII Mostra delle Società Amatori e Cultori di Roma. Bibliografia: Colombo 1979, p. 65, ill. 80; Ginex, Rebora 1999, tav. p. 148; R. Prina, in Lombardia 2001, p. 449; A. Bernardini, in Gatti Perer 2011, II, pp. 345, 346, ill. 9; A. Scotti, in Musei Civici 2014, pp. 190-192.

Il quadro è pervenuto ai Musei Civici di Varese in seguito alla donazione di Amelia Bolchini De Grandi del 1965 ed è stato studiato da Aurora Scotti nel catalogo generale del Museo Civico (Musei Civici 2014, pp. 190-192). Nel 1891 Balla, conclusi gli studi accademici, trovò lavoro nello studio del rinomato pittore e fotografo Pietro Paolo Bertieri. Questa pratica professionale lo metteva al corrente degli accelerati progressi tecnici della fotografi a nella ricerca di effetti luminosi e nelle sperimentazioni nella resa del movimento, imponendo in un certo senso al giovane che voleva fare professione di pittore di conciliare i due linguaggi “costringendo la pittura ad assumere l’acutezza tonale e la sensibilità ottica della fotografi a […] ma è il linguaggio stesso della fotografi a, in quanto arte della luce che sembra aver segnato il suo immaginario d’artista” (G. Lista, in Balla 2008, p. 4). Nel 1895 si trasferì a Roma e, senza abbandonare le ricerche luministiche a chiaroscuro e a tono su tono, si dedicò alla pittura dal cromatismo vivace e che si incentra su tagli di vita moderna. A Roma conobbe Serafi no Macchiati e Duilio Cambellotti, entrambi personalità nodali per il giovane Balla. Serafi no Macchiati ospitò il giovane a Parigi tra l’autunno del 1900 e la primavera del 1901, consentendogli di sperimentare la vita moderna, nella sua vitalità e dinamicità, di visitare l’Esposizione Universale e di esperire le ricerche più attuali allontanandosi dalla più tradizionale composizione pittorica, sia nel ritratto che nel paesaggio e maturando un linguaggio in cui divisionismo e post-impressionismo si fondono con la massima libertà aprendosi contestualmente alla ricerca di una resa di stati d’animo simbolici. Il dipinto Bambina con fiori sembra essere estremamente signifi cativo a questo riguardo, poiché si riconduce alla particolare tecnica usata da Balla nei primissimi anni del Novecento, arricchendo il panorama dei ritratti eseguiti a Roma dopo il ritorno da Parigi. Il nostro dipinto si segnala per un’inquadratura con la fi gura della bimba dominante su uno spazio di giardino segnato solo da alti ed esili tronchi, e ripresa con una visione frontale che nella sua fi ssità elimina qualsiasi traccia di bozzettismo per puntare su una espressività quasi estraniante, accentuata da una sfocatura del volto che ben si inserisce nelle complesse ricerche di Balla nei primi anni del XX secolo, comprensiva anche del taglio di parte dei piedi della bimba e di una serrata costruzione geometrizzante del cappello. L’assoluta libertà del ductus segna dinamicamente la fi gura legandola all’ambiente naturale. Anche le pennellate divise dovevano farsi più dinamiche e perdere il confronto diretto con le ricerche di luce naturale.

Cristina Pesaro

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