opere in mostra

Opere in mostra

 

Giorgio Belloni - Meriggio nel porto

Giorgio Belloni   Meriggio nel porto
Giorgio Belloni Meriggio nel porto

GIORGIO BELLONI

(Codogno, Lodi, 1861 - Azzano di Mezzegra, Como, 1944)
 

Meriggio nel porto, 1923
olio su tela, 66,5 x 100,5 cm fi rmato e datato in basso a destra: “G. Belloni / 1923”; etichetta sul retro: “45” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AH00008AFC
Esposizioni: 1925, Milano, Esposizione Nazionale d’arte 1925, n. 38.
Bibliografia: Esposizione Nazionale d’arte 1925, p. 14, n. 38; Torriano 1925; Rio di Valverde 1926, p. 8, ill., p. 12; S. Rebora, G. Belloni, in Le collezioni d’arte. L’Ottocento 1999, pp. 79-80, n. 18, ill.

Eseguito nel 1923, il dipinto viene presentato dall’artista all’Esposizione Nazionale di Brera svoltasi nell’autunno del 1925 presso la Permanente di Milano, dove viene acquistato dalla Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde per la somma di novemila lire. In quella circostanza Meriggio nel porto viene commentato in termini favorevoli dalla critica più tradizionalista, che ne apprezza soprattutto “le tonalità grigie ed equilibrate che posero il Belloni in prima linea fra i marinisti” (Rio di Valverde 1926). Dopo essere entrata a far parte della Collezione della Cassa la tela non ha più goduto di alcuna divulgazione pubblica, rimanendo esclusa anche dalle rivisitazioni più recenti dell’opera del pittore. Belloni rappresenta uno scorcio del porto di Genova, tra i suoi soggetti favoriti fi n dalla metà degli anni novanta, come testimonia Al porto, appartenente al Museo Civico di Belle Arti di Lugano, al quale il nostro dipinto si avvicina per quanto riguarda le dimensioni e la struttura compositiva della scena. Belloni impagina la scena secondo uno schema panoramico d’impianto tradizionale, che concede lo stesso spazio alle acque, percorse dalle imbarcazioni, e al cielo, solcato da nubi luminose. Inizialmente l’artista sperimenta un linguaggio naturalista assai personale approfondendo l’interesse per il valore simbolico degli effetti di luce fi no a sfi orare il divisionismo, al pari di altri pittori della sua generazione come Carlo Cressini. In seguito, specialmente negli anni compresi tra le due guerre, Belloni attua un recupero della sua antica matrice ammorbidendone i toni secondo un gusto improntato alla sobrietà ed espresso in una stesura scorrevole ma non superfi ciale. Meriggio nel porto ne è un esempio effi cace, come si nota attraverso le raffi nate gradazioni tonali delle acque in movimento e delle nubi marezzate in sfumature madreperlacee, che si ritrovano anche in Il porto di Genova presso la Civica Raccolta d’Arte Lamberti di Codogno. Il porto di Genova ricorre spesso anche nella pittura di un altro esponente del naturalismo lombardo, Pompeo Mariani, a sua volta unito a Belloni da stretti rapporti di amicizia.

Sergio Rebora

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