opere in mostra

Opere in mostra

 

Giuseppe Pellizza da Volpedo - Sera d'autunno

Giuseppe Pellizza da Volpedo   Sera d'autunno
Giuseppe Pellizza da Volpedo Sera d'autunno

GIUSEPPE PELLIZZA DA VOLPEDO

(Volpedo, Alessandria, 1868-1907)
 

Sera d’autunno o Valpozzo, 1903
olio su tela, 70 x 90 cm fi rmato e datato in basso a destra “G. Pellizza / 1903” Varese, Musei Civici, inv. 234
Esposizioni: 1905, Angers, Exposition du Congrès des Beaux- Arts, n. 74; 1906, Milano, Esposizione di Milano 1906. Mostra Nazionale di Belle Arti, n. 7; 1990, Trento, Divisionismo italiano, n. 39; 1999-2000, Torino, Giuseppe Pellizza da Volpedo, n. 74; 2005-2006, Alessandria, Sogni. Visioni, p. 93; 2009-2010, Riva del Garda, Paesaggi dell’Ottocento. Verso la luce; 2012, Barletta, L’odore della luce. Il mondo femminile nella pittura dell’Ottocento e del primo Novecento, n. 20; 2013-2014, Rancate, L’Ottocento tra poesia rurale e realtà urbana, n. 69.
Bibliografia: Raimbault 1905, p. 158, n. 74; Bonardi 1906, p. 6; Sapori 1920, n. 19, tav. 1; Catalogo dei manoscritti 1974; Scotti 1986, p. 429; A. Scotti, in Divisionismo italiano 1990, pp. 15, 129, 131, 136; L. Giachero, in Giuseppe Pellizza da Volpedo 1999, p. 121, ill. 156; R. Prina, in Lombardia 2001, ill. pp. 448- 449; Sogni. Visioni 2005, p. 93; G. Nicoletti, in Paesaggi dell’Ottocento 2009, pp. 40-41; L’odore della luce 2012, p. 208, n. 20; G. Anzani, in L’Ottocento 2013, pp. 194, 195, ill.; A. Scotti, in Musei Civici 2014, pp. 292-293.

L’opera è giunta ai Musei Civici di Varese per donazione di Jeanne Brambilla nel 1977 ed è stata studiata da Aurora Scotti nel catalogo generale del Museo (Musei Civici 2014, pp. 292-293). La tela era stata venduta da Pellizza nel 1906 in occasione della sua presentazione a Milano all’Esposizione per l’inaugurazione del valico del Sempione a un acquirente sconosciuto. Giuseppe Pellizza trovò fi n dagli anni della formazione – compiuta fra Milano, Roma, Firenze e Bergamo – le sue fonti di ispirazione principalmente negli uomini e nelle terre di Volpedo e dintorni, dove scelse di rimanere a vivere e a lavorare. Lo documentano i numerosi ritratti giovanili e le opere di contenuto più complesso, esemplifi cative di un’arte impegnata a rappresentare affetti, sentimenti e problematiche ideali e sociali del proprio tempo, quali Sul fienile, Speranze deluse (ambedue in collezioni private), Processione (Milano, Museo della Scienza e della Tecnologia), Lo specchio della vita (Torino, GAM), fi no alla complessa elaborazione de Il Quarto Stato (Milano, Museo del Novecento). Alla pittura di paesaggio Pellizza si dedicò con particolare impegno a partire dal 1900: ciò non signifi - cò un cambiamento della sua ricerca, ma fu una estensione della propria poetica a raffi gurare particolari momenti della natura, signifi cativi di emozioni e stati d’animo non contingenti ma di valore universale, nella convinzione che era la natura stessa a condensare in sé e a prefi gurare le vicende umane legate a temi nodali del Simbolismo internazionale (la vita, l’amore, la morte) a cui gli elementi divisionisti concorrono. In questo quadro va collocata l’elaborazione di Sera d’autunno, preparata e collegata da una serie di altri studi a carboncino e da vedere in sequenza con opere che individuano i dossi collinari e i gruppi d’alberi e d’arbusti a contrasto con particolari condizioni di luce. I temi del controluce erano i prediletti, come mostra il percorso iniziato con Tramonto (o Il roveto, Piacenza, Galleria Ricci Oddi), proseguito con Sera d’autunno e dilatato a Mattino di maggio dipinto nel 1905. Per ottenere questi risultati Pellizza aveva ormai abbandonato un divisionismo che mirava a tradurre la massima luminosità della luce solare per tendere a un suo uso più libero capace di dare trasparenza e vitalità ai colori ocra, bruni tendenti al rosso e verdastri del sottobosco, di avere accensioni più spiccate nelle aeree e leggere fronde in controluce e infi ne di esaltarsi nelle lunghe pennellate divise nelle tonalità azzurre, aranciate o violacee dei cieli e delle nubi al tramonto.

Cristina Pesaro

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