opere in mostra

Opere in mostra

 

Jacopo Bassano e bottega - Cacciata dei mercanti dal tempio

Jacopo Bassano e bottega   Cacciata dei mercanti dal tempio
Jacopo Bassano e bottega Cacciata dei mercanti dal tempio

JACOPO BASSANO E BOTTEGA

(Bassano del Grappa, Vicenza, 1510/1512-1592)
 

Cacciata dei mercanti dal tempio, ottavo-nono decennio del XVI secolo
olio su tela, 100 x 139 cm sul retro etichette con i numeri “14” e “17”; sigillo in ceralacca: “SOCIETÀ DI CREDITO E INDUSTRIA ROMA”; sulla cornice: “[…] d[e]lli B[…]” Varese, Musei Civici, inv. 235
Bibliografia: Ballarin 1995, I, pp. 52, 71-95, 168-169; II, pp. 231-232; Los Bassano 2001, pp. 82-83; Jacopo Bassano 2010, pp. 58-61; M.C. Passoni, in Musei Civici 2014, p. 41.

La Cacciata dei mercanti dal tempio è stata donata ai Musei varesini nel 1977 dalla signora Jeanne Brambilla di Milano e studiata da Maria Cristina Passoni nel catalogo generale del Museo Civico (Musei Civici 2014, p. 41). Il retro del dipinto reca traccia dei precedenti passaggi di proprietà che riconducono ad ambito romano.
Il dipinto di Varese è una delle repliche che Jacopo Bassano e la sua bottega hanno dedicato al soggetto evangelico a partire dal 1532 circa (Jacopo Bassano 2010, pp. 58-61). Non compreso tra gli esemplari elencati da Ballarin, il dipinto di Varese rientra nel nutrito gruppo che si fa risalire a un prototipo di Jacopo dell’ottavo decennio (Ballarin 1995, I, pp. 52, 71-95, 168-169; II, pp. 231-232) e che include le tele del Prado (inv. 27), del Kunsthistorisches Museum di Vienna (inv. 3520), quella un tempo nella Galleria Doria a Roma (inv. 91), del Palais des Beaux-Arts di Lille (inv. 609) e quella già in collezione Sambon a Parigi, le ultime due fi rmate rispettivamente da Leandro e da Francesco Bassano.
Secondo la Passoni le tele di Vienna e di Madrid, quest’ultima di recente attribuita sia a Francesco sia a Leandro (Los Bassano 2001, pp. 82-83), sono le più simili dal punto di vista iconografi co al quadro varesino, il quale però presenta alcune varianti concentrate ai margini inferiori della scena. In occasione dell’ingresso nella collezione civica, l’esemplare varesino è stato riferito a Jacopo Bassano con l’intervento della bottega nelle parti architettoniche in una relazione all’assessore datata 16 dicembre 1976, non fi rmata, ma probabilmente redatta da Silvano Colombo, che allora rivestiva l’incarico di direttore dei Musei. L’operazione di stabilire la paternità del dipinto è resa problematica dalla volontà, comune alle opere della bottega, di non allontanarsi troppo dalla cifra stilistica del capostipite. Tuttavia, rispetto alla stesura più compatta e smaltata delle versioni fi rmate o attribuite ai fi gli Leandro e Francesco, la Cacciata delle collezioni civiche di Varese esibisce alcune caratteristiche che si attagliano alla produzione tarda di Jacopo. L’interno dilatato e profondo inghiottito dall’ombra, la dominanza di tinte scure, la materia corposa e sfi lacciata, rialzata da pennellate di luce, si accordano con la rifl essione sul tardo Tiziano e su Tintoretto messa in atto da Jacopo nell’ottavo-nono decennio. Il brano del cesto con le galline nere sembra estrapolato dalla Partenza di Giacobbe (Venezia, Galleria di Palazzo Ducale), autografa di Jacopo e ritenuta coeva alle versioni più popolari della Cacciata (1574). La genesi dell’opera sembrerebbe da ricondurre dunque allo stretto ambito di Jacopo, sotto la sua diretta sorveglianza a partire dall’ultimo lustro dell’ottavo decennio del XVI secolo.

Cristina Pesaro

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA