opere in mostra

Opere in mostra

 

Lodovico Cavaleri - Venezia

Lodovico Cavaleri   Venezia
Lodovico Cavaleri Venezia

LODOVICO CAVALERI

(Milano, 1867 - Cuvio, Varese, 1942)
 

Venezia, 1914
olio su tela, 44 x 58 cm firmato e datato in basso a destra: “L. Cavaleri / 1914” Varese, Musei Civici, inv. 10 Bibliografia: S. Fontana, in Musei Civici 2014, p. 218.

Il dipinto entrò nelle collezioni civiche in seguito alla donazione Bolchini De Grandi al Comune di Varese, formalizzata nel 1965, ed è stato studiato da Sara Fontana nel catalogo generale del Museo Civico (Musei Civici 2014, p. 218). Si tratta di una tipica veduta veneziana, con la prospettiva di un ampio canale animato dalle paranze da pesca in riposo e da una fuga di edifi ci sulla sinistra. La pennellata sfrangiata e i rifl essi di luce rasentano effetti di sapore turneriano, esiti probabilmente accentuati dalla lunga consuetudine dell’artista con l’ambiente lagunare (Cavaleri espose alla Biennale di Venezia nel 1901 e nel 1907). Fondamentalmente autodidatta, egli coltivò a lungo il genere della marina, grazie al quale riscosse un discreto successo tra il pubblico dell’epoca. L’importanza del soggetto marino nel repertorio dell’artista è testimoniata anche dalla presenza alla Mostra Nazionale di Milano del 1906 dei dipinti Sole occiduo e Mareggiata. Inoltre, il motivo delle vele dovette rimanere tra i prediletti del repertorio di Cavaleri, come dimostra la presenza di alcuni dipinti sul tema, ambientati a Bocca di Magra e a Carrara, fra le opere esposte dall’artista nel 1935 alla Galleria Salvetti di Milano, in una doppia personale con lo scultore Marco Bisi. In particolare, Vele bianche (Marina di Carrara) presenta alcune analogie con il dipinto in esame: se la scena è occupata quasi per intero dal mare, confi nando le barche nel margine superiore della tela, simili sono gli effetti della luce sull’acqua e la morbidezza del cascare delle vele, pur se meno accentuati rispetto all’opera in esame. Nella stessa mostra erano esposte altre vedute veneziane dell’artista (Alla Giudecca e In laguna) accanto a numerosi paesaggi liguri, lombardi, alto-atesini, toscani e milanesi. Fu una consuetudine di Cavaleri quella di concentrarsi su pochi motivi, reiterandoli continuamente. Tuttavia, anche di fronte ai più serrati calendari espositivi (la citata personale aprì a brevissima distanza da quella alla Galleria Pesaro), egli arrivò a stupire perfi no Guido Marangoni, dando prova di immediatezza e originalità e rinnovando realmente il materiale in mostra.

Cristina Pesaro

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