opere in mostra

Opere in mostra

 

Lodovico Pogliaghi - Il salone d’onore della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde

Lodovico Pogliaghi   Il salone d’onore della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde
Lodovico Pogliaghi Il salone d’onore della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde

LODOVICO POGLIAGHI

(Milano, 1857 - Santa Maria del Monte, Varese, 1950)
 

Il salone d’onore della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, 1909
olio su carta applicata su tela, 80 x 128,5 cm (ciascuno) Milano, Collezione Fondazione Cariplo, invv. AI00087AFC e AI00088AFC Bibliografia: Bibliografi a: S. Rebora, in Le collezioni d’arte 2000, n. II, p. 344.

Il 14 gennaio del 1909, su proposta del presidente Giuseppe Speroni, il comitato esecutivo della Cassa di Risparmio deliberò il pagamento di millesettecento lire a favore di Lodovico Pogliaghi per il progetto di decorazione e illuminazione del salone d’onore della sede di via Monte di Pietà. I progetti e i disegni, tra i quali i due grandi bozzetti qui esposti, furono acquisiti dall’istituto bancario con la riserva di avvalersi anche di altri artisti per l’esecuzione dei lavori.

Professore di ornato all’Accademia di Brera dal 1890, all’epoca dell’incarico Pogliaghi aveva già raggiunto l’apice della sua notorietà grazie al successo riscosso nel 1906 con l’inaugurazione del portale maggiore del duomo di Milano e alle numerose commissioni per la decorazione degli interni di prestigiose dimore signorili, come palazzo Turati in via Meravigli (1878), casa Crespi-Morbio a Milano (1886) e, in seguito, villa Pirotta a Brunate (1911).

Edificata in forme neo-rinascimentali tra il 1867 e il 1873 sotto la direzione dell’architetto Giuseppe Balzaretto, la nuova sede della Cassa di Risparmio, detta “Ca’ de Sass”, fu giudicata un’opera grandiosa e moderna, il cui assetto originario è documentato dall’album destinato all’Esposizione Universale di Vienna del 1873. Il confronto tra quegli scatti e le fotografi e apparse sulla pubblicazione edita in occasione dell’Esposizione Internazionale di Torino del 1911 dimostra chiaramente che all’inizio del secondo decennio del secolo il progetto di Pogliaghi per il salone d’onore non era stato attuato: come si evince da una memoria del 1922, destinata alla commissione incaricata di celebrare il centenario della fondazione della Cassa di Risparmio, fu giudicato troppo lussuoso, inadatto al carattere dell’edifi cio e alla destinazione di quell’ambiente, sede delle riunioni della commissione di beneficenza.

Soltanto nel gennaio del 1924, con la nomina a presidente di Giuseppe De’ Capitani d’Arzago, si assistette a un nuovo interesse per la decorazione del salone. Non sono stati rintracciati documenti circa l’esecuzione di quest’ultima fase dei lavori, ma l’aspetto degli interni è testimoniato da due fotografi e riferibili alla seconda metà degli anni venti, nelle quali si vedono anche i due grandi dipinti Il Risparmio e La Beneficienza di Ottavio Grolla, fatti eseguire nel 1924. Le similitudini con la decorazione progettata da Pogliaghi sono evidenti: l’ambiente è illuminato con candelabri in bronzo elettrifi cati e riccamente decorato con stucchi dorati, cornici modellate con volute, fi gure e composizioni simboliche; sul lato minore è collocata una nicchia che racchiude un busto di ispirazione classica. Anche gli arredi riprendono quelli ideati dall’artista nel 1909: le poltroncine di gusto neo-settecentesco allineate contro le pareti e la grande console in noce che replica il corpo inferiore della credenza realizzata nel 1886 per la sala da pranzo di casa Crespi Morbio, oggi presso il Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco di Milano.

L’effetto finale, risultato di interventi diversi, raggiunge una ostentata ricchezza decorativa, espressione del primato raggiunto dalla Cassa di Risparmio, uno tra i maggiori istituti di credito dell’età post-unitaria, che si avviava a essere protagonista della storia economica italiana del Novecento.

Elena Lissoni

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