opere in mostra

Opere in mostra

 

Lodovico Pogliaghi - Ercole del 1900

Lodovico Pogliaghi   Ercole del 1900
Lodovico Pogliaghi Ercole del 1900

LODOVICO POGLIAGHI

(Milano, 1857 - Santa Maria del Monte, Varese, 1950)
 

Ercole, 1900 circa
bronzo, 41 x 18 x 25 cm sul basamento: “MCMX[…]” Varese, Casa Museo Pogliaghi, inv. 570 Bibliografia: La vita 1955, p. 27 e tav. p. n.n. [67] (Ercole); Lodovico Pogliaghi 1955, p. n.n. [ma 191].

Come per gli altri bronzetti, l’opera probabilmente era stata collocata da Lodovico Pogliaghi nella galleria dorata presso la sua casa-museo a Santa Maria del Monte (La vita 1955, p. 34). La scultura ritrae Ercole a riposo, seduto sulla pelliccia del leone di Nemea, mentre sorregge la possente clava con la sinistra e un putto fa capolino tra le sue gambe; il basamento su cui l’eroe poggia è adornato da una corona di alloro.

L’iscrizione sul basamento, seppur diffi cilmente decifrabile, come spesso avviene in Pogliaghi, sembra collocare l’opera cronologicamente al secondo decennio del Novecento, mentre l’artista era impegnato in alcune delle sue imprese monumentali più note, come il gruppo della Concordia per il monumento a Vittorio Emanuele a Roma o la Deposizione per la cappella espiatoria a Monza, ambedue ingaggi risalenti al 1910, ove tuttavia l’artista dispiega un linguaggio diverso da questo bronzetto, destinato con ogni probabilità alla committenza delle famiglie alto-borghesi, che amavano adornare le proprie abitazioni con sculture all’antica. La superfi cie dell’epidermide è vibratile, la muscolatura tesa per la torsione michelangiolesca – l’intreccio delle gambe rievoca in particolare Il Giorno della cappella medicea in San Lorenzo –, il basamento segnato da sottili incisioni utili a restituire all’osservatore una luce soffusa, mentre gli attributi iconografi ci sono tratteggiati in maniera compendiaria e post-scapigliata. Elementi che permettono di collocare l’opera al primissimo Novecento.

Alcuni scatti fotografi ci del modelletto della scultura, presi da diverse angolazioni e con una particolare attenzione agli effetti luministici, si trovano nell’archivio fotografi co dell’artista (Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Archivio Pogliaghi, 56). Le immagini, davvero suggestive, documentano anche altri bronzetti raffi guranti in particolare un soggetto maschile con un vaso tra le mani dal quale sembra cadere un getto d’acqua, ovvero l’allegoria di un fi ume, e un’altra fi gura di uomo maturo seduto, probabilmente il ritratto di un personaggio dell’antichità classica.

Daniele Cassinelli

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