opere in mostra

Opere in mostra

 

Reperti archeologici dell'Isolino Virginia

Reperti archeologici dell'Isolino Virginia
Reperti archeologici dell'Isolino Virginia

I PONTI E LE RICERCHE ALL’ISOLINO VIRGINIA

Era il 1865 quando Andrea Ponti (1821-1888), industriale tessile nato a Gallarate, acquistò da Antonio Litta il lago di Varese e affi dò ad Alessandro Pestalozza l’incarico di studiare come abbassarne il livello, immettendo le sue acque in un canale che le avrebbe portate fi no all’Olona per accrescerne la portata. Il progetto non fu realizzato per la mancanza della pendenza necessaria, ma questo acquisto, se non servì allo scopo che Ponti si era prefi sso (l’industriale promosse comunque un’opera di risanamento del lago di Varese e sostenne la piscicoltura e la cooperazione tra i pescatori: Conca Messina 2015), fu il passo che portò lui e i suoi discendenti ad avere un ruolo di primo piano nella storia dell’archeologia preistorica italiana.

L’acquisto del lago aveva infatti comportato anche quello della piccola isola allora denominata “Camilla” in onore della moglie di Antonio Litta. Due anni prima, nel 1863, erano giunti sull’isola l’abate Antonio Stoppani e gli studiosi di preistoria Édouard Desor e Gabriel de Mortillet, accompagnati da un pescatore svizzero, il signor Benz, esperto in ricerche subacquee. Il loro scopo era quello di cercare insediamenti palafi tticoli nel lago di Varese, a seguito delle scoperte verifi catesi nel decennio precedente in Svizzera e in siti dell’Italia settentrionale quali la torbiera di Bosisio Parini e quella di Mercurago. Il 28 aprile individuarono all’Isolino la massicciata di ciottoli e pali di varie altezze lungo la sponda nord-orientale, la concentrazione di pali lungo la sponda sud-orientale e un’altra palifi cata lungo la sponda nord-occidentale; sulla sponda opposta del lago individuarono la stazione di Bodio Centrale (Villa 1856; Gastaldi 1860; Stoppani 1863; Pearce 2017, pp. 11-13).

Uomo di cultura e mecenate in campo artistico, Andrea Ponti dal 1878 sovvenzionò una serie di scavi e indagini all’Isolino e nel lago di Varese. In considerazione dell’importanza delle scoperte effettuate e della risonanza che ebbero nell’ambiente scientifi co, in quello stesso anno la Società Italiana di Scienze Naturali decise di tenere la sua riunione straordinaria a Varese nel mese di settembre. Il giorno 26 i partecipanti al congresso si recarono in visita all’Isolino, dove vennero ricevuti da Andrea Ponti che offrì loro un banchetto (Pearce 2017, p. 17). Fu in questa occasione che “per onorare la gentile consorte del signor Andrea Ponti i congressisti propongono, e viene votato all’unanimità di dare all’Isolino il nome di Isola Virginia” (Castelfranco 1913, p. 11).

La meritoria opera di mecenatismo proseguì grazie al fi - glio Ettore (1855-1919), che ricevette nel 1906 il titolo di marchese (Pavese 2015). Grazie ad Andrea ed Ettore Ponti l’Isolino fu indagato dai più eminenti studiosi di preistoria dell’epoca: Walter K. Foster, Innocenzo Regazzoni, Alfonso Garovaglio, l’abate Giovanni Ranchet (Ranchet, Regazzoni 1869; Regazzoni 1878, p. 35; Idem 1879; Idem 1885; Munro 1890, pp. 189- 190). Dopo un’interruzione durata circa un ventennio, gli scavi ripresero nel corso degli anni 1902 e 1903, condotti da Pompeo Castelfranco (Castelfranco 1906, 1913).

Prima Andrea e poi Ettore allestirono a museo alcune sale della loro abitazione per esporre i reperti ritrovati: nel 1884 Innocenzo Regazzoni “[…] per generosa iniziativa del benemerito cittadino Andrea Ponti, ordina il museo Ponti in due stanze al primo piano dell’edifi - zio esistente al centro dell’isola” (Castelfranco 1913, p. 12); un nuovo ordinamento, articolato in quattro sale, venne dato da Pompeo Castelfranco negli anni tra il 1904 e il 1910, su incarico di Ettore Ponti. Castelfranco compilò anche un inventario delle raccolte esistenti e nel 1910 “Il Senatore marchese Ettore Ponti aderisce alla proposta dello scrivente di pubblicare in edizione illustrata i principali cimeli del suo Museo e gliene fornisce i mezzi fi nanziari” (Castelfranco 1913, p. 12): nacque così il volume Cimeli del Museo Ponti nell’Isola Virginia (lago di Varese), pubblicato a Milano nel 1913, primo elenco dei materiali esposti nel Museo Ponti. Dopo gli scavi di Castelfranco le indagini si interruppero fi no al 1949, quando cominciarono nuove ricerche, sempre sostenute dalla famiglia Ponti, dirette prima dal professor Carlo Maviglia, docente di paletnologia all’Università degli Studi di Milano, che scavò dal 1949 al 1953, poi, dal 1955 al 1959, da Mario Bertolone, direttore del Museo Civico di Varese (Maviglia 1952; Maviglia 1953; Bertolone 1957; Fusco 1967-1969). Nel 1923 Andrea e Gian Felice Ponti, fi gli di Ettore, donarono i reperti esposti nel museo sull’isola ai Musei Civici di Varese (Basso 1990, pp. 41, 43, 60).

L’ultimo atto del rapporto tra la famiglia Ponti e l’Isolino Virginia è costituito dalla donazione dell’isola al Comune di Varese da parte di Gian Felice Ponti, che nel 1962 lo donò ai varesini “a scopo di benefi cenza, istruzione ed educazione” (Basso 1990, p. 60).

Barbara Cermesoni

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA