opere in mostra

Opere in mostra

 

Carlo Cressini - Altipiano,olio su tela

09 CRESSINI
09 CRESSINI

CARLO CRESSINI

(Genova, 1864 - Milano, 1938)
 

Altipiano, 1925-1929
olio su tela, 86 x 111 cm firmato in basso a destra: “C. Cressini” Gruppo Banco BPM - Collezione Banca Popolare di Milano, inv. 251226
Esposizioni: 1996, Milano, L’Ottocento nelle collezioni delle Banche lombarde, Internazionale Antiquariato.
Bibliografia: Tesori d’arte delle banche lombarde 1995, ill. 454, p. 241; Tra ’800 e ’900 2010, ill. p. 59.

Alla fine degli anni ottanta, lasciando alle spalle i temi cittadini e campestri del naturalismo lombardo, Carlo Cressini, sulla scia dello stesso caposcuola di tale poetica, Filippo Carcano, trae ispirazione dai luoghi incontaminati delle Alpi piemontesi, lombarde e della vicina Svizzera, comparendo all’esposizione di Brera del 1894 con Prima neve ai monti. Amico di Longoni, si dedica con lui all’alpinismo, frequentando la Valtellina, la val d’Ossola e le Alpi Bernesi. Verso la metà del primo decennio del Novecento sperimenta la tecnica divisionista alla ricerca di una resa più autentica della luce, dell’ombra e dello scintillio delle nevi. L’opera esposta, Altipiano, appartiene a una fase successiva della sua produzione, databile verso la fine degli anni venti, quando il pittore gradualmente abbandona il divisionismo per una pennellata più immediata e ricca di impasti. In questo dipinto un imponente massiccio montano, innevato soltanto negli anfratti della cresta, sovrasta l’angusto pianoro dipinto con lunghe pennellate appena diagonali, verdognole e terrigne, punteggiate da casolari con tetti spioventi. Al limitare dell’altipiano, salgono, prima dolcemente poi vertiginosamente, le stesure cromatiche più scure che definiscono i corpi montagnosi, verdi e ombrosi in basso, di rocce spigolose brune e ocra verso l’alto. In cielo incombe sul massiccio un possente cumulo dipinto in dense e vorticose pennellate intonate alla residua neve non intaccata dalla stagione calda. Nato a Genova da famiglia benestante, Cressini si trasferisce prima a Milano, poi a Torino, dove si iscrive all’Accademia Albertina. Quindi ritorna nella città lombarda per proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera, sotto la guida di Giuseppe Bertini. Partecipa alle manifestazioni milanesi e torinesi, e più volte alle Esposizioni internazionali di Venezia. Il ritratto e la natura morta sono i temi che precedono quelli cittadini e campestri del Naturalismo lombardo, quindi si affacciano le vedute montane di ghiacciai e cime alpine.
Fabrizio Rovesti

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