opere in mostra

Opere in mostra

 

Emilio Gola - Meriggio

14 Gola, Meriggio AH01734AFC
14 Gola, Meriggio AH01734AFC

EMILIO GOLA

(Milano, 1851-1923)
 

Meriggio, 1922
olio su tela, 101 x 135 cm firmato in basso a sinistra: “E. Gola”; al verso, sulla tela: “La presente è opera di mio/ padre Emilio Gola eseguita a/ Olgiate nel 1922/ Carlo Gola”; sul telaio, in alto al centro, timbro: “emilio gola”; sulla tela a pennello: “23”; sul telaio etichetta: “Esposizione Belle Arti Società Permanente/ Emilio Gola/ Dr. Gobbi” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AH01734AFC
Esposizioni: 1956, Milano, Emilio Gola, n. 92; 2016, Lecco, Natura e città, s.n.
Bibliografia: Nicodemi 1956, n. 92, p. 40 (con errata datazione al 1923); S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, n. 113, pp. 194-195, ill.; Ottocento tra realtà e sogno 2008, p. 77; Natura e città 2016, pp. 44-45. Il timbro con la dicitura “emilio gola”, l’autentica del figlio dell’artista, Carlo, sul retro (“La presente è opera di mio/ padre Emilio Gola eseguita a/ Olgiate nel 1922/ Carlo Gola”) e l’iscrizione con il numero “23” sembrerebbero riferibili a un inventario delle opere ancora conservate nello studio del pittore alla sua morte, avvenuta nel dicembre del 1923. Nel 1956, in occasione della mostra antologica dell’artista allestita presso la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, il dipinto risultava nella raccolta di Piero Gobbi, tra i maggiori collezionisti dell’opera di Emilio Gola, già proprietario della Marina a Capo Mele, anch’essa nella Collezione Fondazione Cariplo. In seguito se ne sono perse le tracce fino al 1993, quando è stato acquistato dal mercato antiquario. L’iscrizione apposta al verso della tela dal figlio dell’artista ci informa della datazione e del luogo rappresentato. La stessa veduta di Olgiate Molgora, località a nord del Milanese, ricorre in un’altra tela nella Collezione Fondazione Cariplo intitolata Paesaggio, anch’essa riferibile agli anni venti. In questa versione, tuttavia, l’inquadratura si stringe in modo tale da collocare al centro il grande edificio sul fondo, forse un opificio, e la collina retrostante, confermando un modo di operare proprio del pittore che volentieri insisteva con repliche e varianti su uno stesso soggetto in una continua e serrata ricerca pittorica. Anche il tema delle figure femminili in riposo, ritratte in pose innaturali, ricorre nella serie delle marine eseguite tra il 1915 e il 1918, tra le quali anche Sulla spiaggia di Alassio (Collezione Fondazione Cariplo). Qui le contadine trovano ristoro dalla calura pomeridiana all’ombra di grandi alberi, e quasi si fondono con il paesaggio, ridotte a pure comparse, secondo una consuetudine propria della maturità dell’artista, che esclude la figura o la relega ai margini della composizione per garantire il massimo risalto alla natura rigogliosa, come ne Il colloquio (Paesaggio) anch’esso datato 1922 (già di proprietà dell’onorevole Ezio Vigorelli, nel 1956). L’opera in esame si distingue nel percorso di Emilio Gola per la sua assoluta modernità, raggiunta nella pennellata densa e sommaria, nella cromia giocata su poche tonalità di verdi e bruni, e, soprattutto, nel carattere di non finito della tela, particolarmente accentuato nel fusto dell’albero, lasciato incompleto, che divide la composizione in due porzioni asimmetriche. Con questa innovativa pittura di paesaggio il pittore segnò il suo ritorno all’Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia, dopo la sospensione imposta dagli eventi bellici della Prima guerra mondiale, presentando nel 1920 Spiaggia di Alassio, Riposo e Sotto gli alberi e nel 1922 Porto di Lido e Colline in Brianza.
Elena Lissoni

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA