opere in mostra

Opere in mostra

 

Filippo De Pisis - Interno

39 Gallarate Galleria d'Arte MAGA Filippo De Pisis Interno 1926
39 Gallarate Galleria d'Arte MAGA Filippo De Pisis Interno 1926

FILIPPO DE PISIS

(Ferrara, 1896 - Brugherio, Milano, 1956)
 

Interno, 1926
olio su tela, 53 x 43 cm firmato in basso a destra: “de pisis 26” Gallarate, Museo MA*GA, deposito da collezione privata
Esposizioni: 1984, Busto Arsizio, De Pisis; 2000, Acqui Terme, De Pisis. La poesia nei fiori e nelle cose, n. 8.
Bibliografia: De Pisis 1991, n. 1926 108, p. 125, ill.

Questa natura morta in un interno risale al periodo in cui il pittore, raggiunti i primi successi in Italia, si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con gli ambienti artistici e letterari. Proprio nel 1926 espone nella capitale francese nella galleria Au Sacre du Printemps, con la presentazione di Giorgio de Chirico. Mantiene però stretti contatti con l’Italia, così che nello stesso anno partecipa con tre opere alla prima mostra del Novecento Italiano alla Permanente di Milano. Sono mesi di attività frenetica in cui la sua rapidità di esecuzione diventa quasi leggendaria, così come la molteplicità della sua produzione. Dopo l’iniziale vicinanza all’esperienza della Metafisica di de Chirico, incontrato durante gli anni della formazione a Ferrara, il soggiorno parigino lo porta a confrontarsi con l’Impressionismo. Il suo stile inizia a essere caratterizzato da una pennellata sempre più veloce, che restituisce l’immediatezza della sensazione visiva con grande libertà inventiva. La natura morta, tema ricorrente in tutta la sua attività, mette in evidenza la tensione tra il mondo immobile e immutabile degli oggetti e l’urgenza della percezione. Nel 1931 l’artista scrive: “le mie nature morte ancor prima di un loro valore pittorico e costruttivo, ne debbono avere per me uno lirico ed interiore” (De Pisis 1931). Questa tela ha una struttura all’apparenza ancora tradizionale, che dispone oggetti comuni all’interno di uno spazio sostanzialmente definito e scandito da una serie di orizzontali e verticali, ma dove il piano di appoggio è di fatto in bilico. Anche la vasta zona vuota in primo piano, in cui campeggia con grande evidenza la firma, contrasta con l’affollamento nell’angolo opposto in alto a sinistra, dove risalta invece il vaso di fiori, motivo tra i più amati dall’artista. Si crea così un voluto squilibrio, che conferisce dinamismo all’intera composizione.
Paola Viotto

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