opere in mostra

Opere in mostra

 

Fiorenzo Tomea - Fiori di campo n.2

30 Tomea AI00255AFC
30 Tomea AI00255AFC

FIORENZO TOMEA

(Zoppè di Cadore, Belluno, 1910 - Milano, 1960)
 

Fiori di campo n. 2, 1950-1955
olio su tela, 60 x 45 cm firmato in basso a sinistra: “Tomea”; al verso, sul telaio, in alto a sinistra etichetta cartacea a stampa: “I Mostra Interregionale d’arte/ Il fiore nella pittura contemporanea/ Salone del Kursaal di Pallanza/ Settembre 1955” con iscrizione a inchiostro: “Fiorenzo Tomea/ Fiori di campo n.2/ lire 160.000 / Viale B. d’Este 17 Milano” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI00255AFC
Esposizioni: 1955, Pallanza e Novara, Mostra floricola e Mostra d’arte. Il fiore nella pittura contemporanea, catalogo non pubblicato. Bibliografia: S. Fontana, in Le collezioni d’arte 2000, n. 334, pp. 306-309.

L’opera figurava, insieme a Rosa bianca di Daphne Casorati Maugham (cat. 29), alla I Mostra Interregionale d’Arte Il fiore nella pittura contemporanea, allestita a Pallanza e a Novara, in occasione della Mostra interregionale di floricultura e arte nel 1955. L’iniziativa era stata promossa dalla Camera di Commercio Industria e Artigianato di Novara, proprietaria originaria dei dipinti, che li cedette alla Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde nel dicembre di quell’anno. La natura morta di fiori è un soggetto che connota l’intera attività di Tomea, interpretato attraverso diverse soluzioni cromatiche e compositive a partire dalla metà degli anni trenta. A questa sua produzione aveva guardato con interesse Filippo De Pisis, che possedeva “una piccola tela con fiorini di campo” descritta in un breve testo del 1951: “sono umide di guazza le tenere corolle; il trifoglio rosa, il loto cornuto (Lotur corniculata) giallo, l’insula selvatica, la genzianella azzurra. Il fondo di un grigio delicatissimo”. Oltre a composizioni di fiori spontanei, spesso disposti in vasi, in alcuni casi accostati a frutti, verso il 1940 nel repertorio del pittore compaiono esili steli fioriti, disposti su un fondo neutro luminoso, che ricorrono con maggiore frequenza nel corso degli anni cinquanta, tra i quali ricordiamo Fiori (Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata). La gamma chiara, qui ridotta a poche tonalità di verdi, ocra, rosa e azzurro, contribuisce a conferire a queste immagini un’atmosfera sospesa e rarefatta e un senso di malinconia che invita a riflettere sulla fragilità dell’esistenza. Le nature morte di fiori, le composizioni di maschere e candele sulla spiaggia, le vedute del Cadore, tra le quali Paesaggio cadorino, anch’esso nella Collezione Fondazione Cariplo, costituiscono i soggetti principali della copiosa produzione dell’artista, che ottiene il suo completo riconoscimento nel 1956, quando la Biennale di Venezia gli dedica una sala personale.
Elena Lissoni

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