opere in mostra

Opere in mostra

 

Gino Severini - La Colomba

36 Severini 1200
36 Severini 1200

GINO SEVERINI

(Cortona, Arezzo, 1883 - Parigi, 1966)
 

La colomba, 1930
olio su cartoncino, 19 x 33,5 cm firmato in basso a destra: “G. Severini” Gallarate, Museo MA*GA, inv. 1200, deposito da collezione privata
Esposizioni: 1961, Roma, Gino Severini.
Bibliografia: MA*GA 2010, pp. 16-17.

Gino Severini è stato un artista che ha percorso le diverse fasi della pittura italiana ed europea. Dopo l’esordio divisionista, è uno dei protagonisti della grande stagione cubo-futurista e negli anni trenta, nell’ambito del gruppo di Novecento, trova la massima affermazione, per arrivare infine a quella sintesi astratta che costituisce la definitiva messa in crisi delle correnti naturaliste e accademiche. La colomba appartiene al periodo di “rappel à l’ordre” e di ritorno alla tradizione figurativa, il tema infatti è quello classico della natura morta. L’ispirazione dall’antico si traduce in un’immagine piena di fascinazione poetica in cui si celebra la vita silenziosa degli oggetti quotidiani e della natura. L’opera, sorvegliatissima nello stile, è in bilico tra il capriccio fantastico e la visione realistica. Sulla suggestione delle decorazioni musive pompeiane, la pennellata rapida, scolta, breve si compone sulla tela come le piccole tessere di un mosaico. La natura morta qui rappresentata è una delle tante che Severini dipinge in questi anni, su un tavolo dalla forma irregolare, quasi sospeso nel vuoto, si appoggiano alcune brocche in terracotta decorata, una fruttiera posta su un cubo, un vaso di margherite e una colomba bianca e grigia che dà il titolo al quadro. Rispetto alla rappresentazione convenzionale del tema, Severini introduce anche alcuni segni di vita come i fiori piantati in un vaso e la colomba, stimolando così una più ampia riflessione sul reale, avvertito come un insieme instabile e complesso. Gli oggetti diventano elementi compositivi inseriti nel dipinto secondo schemi matematici proporzionali in una struttura equilibrata riconducibile a una forma piramidale. Per Severini, infatti, è la geometria che può offrire un codice di validità universale. Senza tornare alla prospettiva tradizionale, lo spazio viene interpretato sia attraverso la calibrata posizione dei singoli oggetti e la reciproca relazione, sia tramite le marcate ombre.
Giulia Formenti

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