opere in mostra

Opere in mostra

 

Girolamo Induno - Pescarenico

01 Induno AH01690AFC
01 Induno AH01690AFC

GEROLAMO INDUNO

(Milano, 1825-1890)
 

Pescarenico, 1862
olio su tela, 57,5 x 79,5 cm firmato e datato in basso a destra: “Ger.o Induno 1862” Milano, Collezione Fondazione Cariplo - Gallerie d’Italia - Piazza Scala, inv. AH01690AFC
Esposizioni: 1954, Como, Pittori Lombardi, n. 9; 1998-1999, Monza, Luci e colori del vero, n. 52; 2006-2007, Tortona, Domenico e Gerolamo Induno, n. 52; 2008-2009, Bergamo, Ottocento tra realtà e sogno, s.n.; 2010, Malgrate, L’Italia unitaria, n. 2; 2010, Pavia, Da Hayez a Sironi, n. 4.
Bibliografia: Pittori Lombardi 1954, n. 9, p. 58, ill. 4, s.p.; Piceni, Cinotti 1962, p. 502; Predaval 1967, p. 33, ill. VII, s.p.; Piceni, Monteverdi 1969, I, ill. 84, s.p.; Daddi 1977, p. 41, ill. 7, p. 30; Tesori d’arte delle banche lombarde 1995, ill. 534, p. 279; Bietoletti 1997, p. 194, ill.; M.A. Previtera, in Luci e colori del vero 1998, n. 52, p. 117, ill.; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, n. 135, pp. 223-225, ill. pp. 224-225 (scheda ripubblicata in Da Hayez a Sironi 2010); P. Nicholls, in Domenico e Gerolamo Induno 2006, n. 52, p. 170, ill. pp. 174-175; Ottocento tra realtà e sogno 2008, ill. p. 28; L’Italia unitaria 2010, n. 2, ill.; Da Hayez a Sironi 2010, n. 4, p. 24, ill. p. 25; P. Segramora Rivolta, in Da Canova a Boccioni 2011, n. VII.96, p. 215, ill.; Lissoni 2016, p. 273, ill.

Proveniente da una collezione milanese e raffigurante Pescarenico, piccolo paese sul ramo lecchese del lago di Como, l’opera si ispira ai luoghi resi celebri da Alessandro Manzoni nel quarto capitolo dei Promessi Sposi, dove questo scorcio viene così descritto: “un gruppetto di case, abitate la più parte da pescatori, e addobbate qua e là di tramagli e di reti ad asciugare”. Il soggetto, molto richiesto dai collezionisti nel corso di tutto l’Ottocento, ricorre frequentemente nell’opera di altri pittori quali Bartolomeo Bezzi, Ercole Calvi e Filippo Carcano; lo stesso Induno ne elaborò molte versioni a partire dalla Veduta di Pescarenico esposta a Milano nel 1859, seguita da un’altra presentata alla Promotrice di Torino nel 1862 (Torino, Civica Galleria d’Arte Moderna) per finire almeno con Pescarenico, effetto di neve (già Milano, collezione Arturo Toscanini) esposta a Milano l’anno seguente. Sempre nel 1863 Induno espone alla Promotrice di Genova una Veduta di Pescarenico (Lombardia) che potrebbe essere identificata con l’opera in Collezione. In queste vedute Induno dà prova di grande disinvoltura anche nella pittura di paesaggio, affrontata nell’arco della sua produzione artistica accanto ai più frequenti soggetti storici e alle scene di genere. Il dipinto raffigura un’assolata veduta estiva del villaggio, scandita entro una composizione dalla rigorosa prospettiva centrale, dove i caseggiati sfilano lungo la riva del lago aprendosi nel punto dove la spiaggia si fa più larga. Qui i panni stesi al sole e le barche attraccate alludono alla quotidiana vita degli abitanti; sullo sfondo le montagne sono attraversate da dense nubi. Ricercati effetti luminosi, resi con tocchi rapidi, rischiarano gli edifici che si affacciano sul lago, sulle cui acque appena increspate si creano riflessi cangianti.
Laura Casone

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