opere in mostra

Opere in mostra

 

Ludovico Cavaleri - Lago di Lugano, Mattino d' autunno

16 new Cavalieri AH01516AFCeps
16 new Cavalieri AH01516AFCeps

LODOVICO CAVALERI

(Milano, 1867 - Cuvio, Varese, 1942)
 

Mattino d’autunno, 1891
olio su tela, 59,5 x 98 cm firmato e datato in basso a sinistra: “L. Cavaleri/ 91”; al verso, sul telaio, in alto al centro etichetta cartacea con iscrizione a penna: “Cavaleri Ludovico/ Milano S. Agnese 14/ Mattino (Lago di Lugano)” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AH01516AFC
Esposizioni: 1892, Milano, Esposizione annuale, n. 112; 2008- 2009, Bergamo, Ottocento tra realtà e sogno, s.n.; 2017, Novara, Sentieri di luce, n. 47.
Bibliografia: Esposizione annuale 1892, n. 112, p. 15; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, n. 49, pp. 119-120, ill.; Ottocento tra realtà e sogno 2008, ill. p. 49.

L’opera è stata acquistata nel mercato antiquario nel 1985 col titolo Luci mattutine sul lago di Lugano e studi recenti ne hanno permesso l’identificazione con il dipinto Mattino d’autunno, presentato nel 1892 alla mostra annuale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. Pittore autodidatta, Lodovico Cavaleri debutta proprio in questi anni con paesaggi e marine; l’opera in mostra può quindi considerarsi un importante esempio della sua prima pittura di paesaggio. L’iscrizione presente al verso del telaio permette di identificare con esattezza il luogo raffigurato. Si tratta di uno scorcio del lago di Lugano alle prime luci dell’alba: sulla riva sono appena giunte alcune contadine che, con le gerle sulle spalle, si incamminano verso i campi. La penombra domina il primo piano e le alture sulla sponda opposta del lago, attenuandosi solo verso l’orizzonte dove una calda luce autunnale rischiara il cielo. Formatosi nell’ambito del Naturalismo lombardo, Cavaleri ne mutua, sin dai primi anni di attività, soggetti di sicuro successo come il paesaggio ticinese e comasco, presente in un’altra opera esposta a Milano nel 1892 dal titolo La Grona a Breglia (Lago di Como) e riproposto l’anno seguente nella Veduta di Gravedona sul lago di Como (1893, Milano, Quadreria dell’Ospedale Maggiore). Rispetto a quest’ultima, nell’opera in mostra si nota una gamma cromatica più bassa, giocata sui bruni ed esaltata dalla preparazione rosa sulla quale il colore è steso con fluide campiture. Il giovane pittore si mostra dunque già sicuro nelle sue ricerche luministiche, che maturerà negli anni seguenti con esiti pittorici più materici, fino a prediligere nel paesaggio il puro effetto di luce e colore, come dimostrano le opere più tarde.
Laura Casone

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA