opere in mostra

Opere in mostra

 

Pinciroli Angelo - La val Olona

ÔÇî27 PINCIROLI, VALLE OLONA
ÔÇî27 PINCIROLI, VALLE OLONA

ANGELO PINCIROLI

(Legnano, Milano, 1911-1987)
 

Val d’Olona, 1948
olio su tela, 50 x 60 cm firmato e datato in basso a destra: “Pinciroli/1948” collezione privata
Esposizioni: 1948, Milano, Prima mostra internazionale arte contemporanea. Aprile milanese.

Formatosi presso l’Accademia di Brera, ha come maestri Carpi, Funi, De Rocchi e Carrà, dai quali deriva la concezione della pittura come “profondo lavoro di scavo dentro la realtà”. Abile acquarellista, ritrae di getto en plein air i paesaggi che lo emozionano, mentre altre volte costruisce le sue opere lentamente, isolandosi dal mondo, tra le pareti del suo studio. Da questo atteggiamento attento e pensoso nascono interpretazioni intense che riflettono il suo stato d’animo, lasciando trasparire sempre un velo di malinconia. Pur rifacendosi alla poetica del movimento Novecento, sviluppa uno stile del tutto personale, rifiutando di aderire a precise correnti o di rincorrere le mode. L’opera esposta restituisce un paesaggio familiare, la valle del fiume Olona percorsa dalla ferrovia della Valmorea. Costruita per mettere in comunicazione il territorio con Mendrisio e la Svizzera, questa linea ferroviaria fu interrotta dal governo fascista quando venne chiusa la frontiera. Privata della sua funzione internazionale, perse gradatamente di importanza fino a essere definitivamente soppressa nel 1952. Il pittore legnanese ritrae la valle in una giornata invernale del 1948, quando le trasformazioni operate dalla mano dell’uomo, la ferrovia, i pali della luce e la strada, scandiscono ancora il paesaggio, ma un senso di solitudine ne preannuncia l’imminente abbandono, acuito dagli alberi spogli e dalla coltre di neve che copre il terreno. La tavolozza dai toni freddi, che dall’azzurro scivolano verso il rosa, immerge la veduta in un’atmosfera nostalgica e quasi fiabesca, in cui si esprimono l’emozione dell’uomo di fronte alla realtà e il suo desiderio di bellezza. Il ricordo delle atrocità vissute durante la guerra, cui aveva partecipato nel doppio ruolo di combattente e di pittore, per documentarne ufficialmente gli eventi, ha lasciato il posto a un’adesione profonda e sincera alla vita. Due suoi acquerelli, Paracadutista e Squadrone in pattugliamento, 2a Guerra Mondiale, sono stati esposti recentemente nella mostra Artisti italiani in armi. La collezione ritrovata (Roma, aprile-giugno 2017) (catalogo della mostra Roma 2017, p. 26).
Giovanna Palamidese

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