opere in mostra

Opere in mostra

 

Riccardo Galli - Campagna lombarda, lavandaie

19 GALLI R.
19 GALLI R.

RICCARDO GALLI

(Milano, 1869 - Barzio, Lecco, 1944)
 

Campagna lombarda - Lavandaie, s.d.
olio su compensato, 49,4 x 69,6 cm firmato in basso a sinistra: “Riccardo Galli” Gruppo Banco BPM - Collezione Banca Popolare di Milano, inv. 251104
Bibliografia: Tesori d’arte delle banche lombarde 1995, ill. 490, p. 256; Tra ’800 e ’900 2010, ill. p. 61.

La campagna lombarda è una preziosa fonte d’ispirazione per i pittori del Naturalismo che, tra Otto e Novecento, colgono con sentimento genuino gli “umori” sprigionati da scorci di paesaggi visti nelle lunghe passeggiate fuori dalle mura cittadine. Visioni che spesso includono scene di genere, come nel dipinto Campagna lombarda di Riccardo Galli, che ritrae un gruppo di donne intente a stendere i panni dopo averli lavati in un corso d’acqua che in primo piano si apre nell’imbuto prospettico definito dagli argini di terreni coltivati e di filari d’alberi ed entro al quale si riflette, diluita nelle tinte, la natura circostante. Lo scorcio si anima, nel cuore del dipinto, delle rapide stesure bianche dei panni distesi, in un concerto di cromie verdi, ocra, marroni e azzurri smorzati portate con una pennellata magra e dai tocchi veloci volta a definire le forme dell’ariosa composizione. In questo si riconosce la mano del pittore abile anche nell’acquerello, pratica che lo porterà a fondare, con Paolo Sala e Filippo Carcano, l’Associazione Acquarellisti Lombardi. Dopo gli studi all’Accademia di Brera con Giuseppe Bertini, si dedica in particolare al ritratto, quindi alla pittura di paesaggio e del nudo. L’interesse di Galli per una pittura ispirata al reale e per i valori cromatici l’avvia alla frequentazione, negli anni ottanta, dello studio di Mosè Bianchi e dei caffè di Milano, dove incontra gli artisti impegnati nelle poetiche a lui più affini o dove sovente vengono allestite mostre di pittori quali Gola e Gignous. Di mano felice nel disegno e nell’uso del pastello, collabora in veste di illustratore con note riviste dell’epoca e per l’editore milanese Ricordi alla realizzazione di soggetti di genere decorativo. La sua ricerca pittorica, nel corso degli anni venti, si porta verso più evidenti effetti luministici, che nel decennio successivo assumono una significativa rilevanza.
Fabrizio Rovesti

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