opere in mostra

Opere in mostra

 

Silvio Zanella - Prato, case, colline

50 Gallarate Galleria d'Arte MAGA Silvio Zanella Case Prati Colline 1966
50 Gallarate Galleria d'Arte MAGA Silvio Zanella Case Prati Colline 1966

SILVIO ZANELLA

(Gallarate, 1918-2003)
 

Prato, case, colline, 1966
olio su tela, 50 x 70 cm firmato in basso a destra: “Zanella 66” Gallarate, Museo MA*GA, inv. 152 Esposizioni: 1968, Padova, Silvio Zanella; 1968, Locarno, Silvio Zanella.
Bibliografia: Zanella 1972, p. 10, n. 104, p. 19; Zanella 1983, n. 109, p. 95, p. 98; MA*GA 2010, pp. 88-89.

Prato, case, colline è un paesaggio costruito attraverso l’uso sapiente del colore disposto con piccole e calibrate pennellate in senso verticale, come a comporre le tessere di un mosaico. Questo modo di procedere è tipico delle opere del 1966 e denota il proposito di evitare ogni approssimazione impressionistica conferendo all’immagine una struttura. In questa lucida razionalità dell’impianto, l’emozione non è fermata, ma espressa. Il pittore ha bisogno di lasciar decantare l’immagine per impostarla chiaramente con una dominata elaborazione formale e costruttiva. Il paesaggio è costruito, come altri dipinti di questo periodo, secondo un andamento orizzontale, lungo bande policrome. Il colore è il protagonista dell’opera, ma, come sostiene Guido Ballo, “il colore, in Zanella, non è mai sensuale: è come filtrato dall’intelletto”. Predomina il verde in tutte le sue varianti e sfumature, intervallato da macchie di bruni, rossi, viola e blu. Non c’è separazione tra il cielo, la terra, le case, ma tutto è compenetrato in un’unica luce che ammorbidisce l’intero paesaggio; i colori vibrano l’uno nel riflesso dell’altro, creando un senso di vivace armonia. Zanella rivolge l’attenzione al mondo illuminato dalla luce e con il colore e le sue vibrazioni rende l’atmosfera e la luce stessa dell’aria, dissolvendo la consistenza degli oggetti e i contorni delle cose, il paesaggio diventa così un unico fluire di luce e colore, vera essenza del reale. L’orchestrazione cromatica segue ritmi solo interni, sciogliendo in essi la suggestione dell’impressione naturale. Il dipinto è caratterizzato da un linguaggio astratto e informale rientrante nel Naturalismo lombardo con accenti di espressionismo astratto. Silvio Zanella, oltre che pittore, fu tra i fondatori del Premio Gallarate nel 1949 e il fondatore e primo direttore della Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate dal 1966 al 1998.
Giulia Formenti

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